La visita al carcere di Ihosy, luglio 2014

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Durante il viaggio del luglio scorso abbiamo visitato come di consueto i carcerati di Ihosy, portando loro riso, carne, capi di vestiario e stuoie nuove da stendere a terra per dormire.

Per prima cosa abbiamo incontrato il direttore del penitenziario che ci ha informato che al momento nel carcere c’erano 260 detenuti tra cui 8 donne e 8 minori, la gran parte dei quali in attesa del processo. Ad esempio, delle 8 donne solo una era stata già processata e stava scontando la pena.

 Lo Stato provvede solo al cibo, esclusivamente manioca, quindi il direttore ci ha preparato l’elenco delle cose necessarie: rubinetti nuovi, perchè quelli attuali sono rotti, non si chiudono e l’acqua scorre di continuo; insetticida per disinfettare le camerate che sono invase da cimici, pidocchi, zecche e altri insetti. Prima di dsc_0883.jpg - 3.81 Mbentrare nel cortile siamo passati all’infermeria, dove ci hanno raccontato che l’ultima fornitura di medicinali era stata consegnata il 13 dicembre e che la necessità principale era quella di disinfettanti intestinali anti dissenterici. Così abbiamo raccolto tutti i medicinali del tipo richiesto che avevamo con noi e glie li abbiamo consegnati.

I carcerati ci aspettavamo seduti nel cortile. Padre Giangi li ha rincuorati, abbiamo pregato e cantato.  Mentre consegnavamo un pallone nuovo, Padre Giangi ha chiesto loro se avevano seguitoi mondiali: non abbiamo nemmeno una radio! è stata la risposta.Anche stavolta, come l’anno scorso, hanno domandato del sapone per lavarsi e per fare il bucato.Un ragazzo che suona la chitarra ci ha dsc_0901.jpg - 84.00 Kbchiesto corde nuove per sostituire quelle spezzate.

Prima di distribuire quanto avevamo portato loro, ci hanno mostrato i brandelli di stuoie che avevamo portato lo scorso anno, lacere per la consunzione, e gli insetti che abitano sulle pareti delle camerate e la notte cadono dal soffitto sulle loro teste mentre dormono.dsc_0904.jpg - 75.44 Kb

Si sono poi messi in fila per ricevere una maglia o la camicia o il paio di jeans nuovi,  e il riso, che ognuno cucina per sè. La carne viene invece cucinata in comune ma alle donne, che hanno una cucina a parte dsc_0922.jpg - 89.64 Kbnella sezione loro riservata, ne è stata consegnata una parte.

I detenuti ci hanno poi fatto vedere come dormono, ammassati nei cameroni, uno vicino all’altro, senza la possibilità di muoversi. Per questo durante la notte il capo camerata ogni paio di ore batte le mani e tutti insieme si girano dall’altro lato.

Le camerate vengono chiuse tutti i giorni alle 17.30, al calare della sera, e vengono riaperte al mattino alle 7.30.

dsc_0953.jpg - 85.93 KbAbbiamo poi visitato la zona dsc_0950.jpg - 89.82 Kbcucina dove, nelle grosse pentole, stava cuocendo la manioca per il pranzo e per la cena, e abbiamo verificato lo stato dei rubinetti dei quali ci era stata chiesta la sostituzione.

Ci siamo congedati con la promessa di ripassare prima della partenza con quanto ci avevano chiesto e che potevamo trovare qui a Ihosy. Delle altre cose prendiamo nota per portarle dall’Italia, alla prossima occasione. 

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La visita al Liceo di Tsarasotra, luglio 2014

Durante il viaggio di luglio abbiamo visitato il Liceo di Tsarasotra, inaugurato lo scorso anno e abbiamo incontrato la comunità locale, tra cui i rappresentanti dei genitori e i 30 studenti dell’ultimo anno che si preparano a sostenere l’esame di maturità, il 18 agosto prossimo.

Abbiamo chiesto loro cosa desiderano fare nella vita: ecco le professioni da loro ambite.

  • ostetrica: 3
  • insegnante: 4
  • medico: 3
  • sacerdote: 2
  • suora: 1
  • contadino: 1
  • agronomo: 7
  • avvocato: 3
  • guida turistica: 1
  • ambasciatore: 1
  • ingegnere: 1
  • pilota: 1
  • ingegnere informatico: 1

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Cronaca del viaggio – estate 2014

 

 19 juillet, Samedi Départ de Milano Linate à 6,55 pour Paris, arrivée à Tana Ivato à 22,10. Qui di seguito le notizie flash che ci arrivano dai nostri amici che stanno attraversando l’Isola Rossa
20 juillet, Dimanche Tanà, change, visite association du P. Pedro, change, achat d’artisanat. Dopo la colazione alle 7 in un baretto dietro l’albergo, messa al villaggio di Padre Pedro, festosa e partecipata come sempre. Tappa successiva il mercato, dove comperiamo dell’artigianato di paglia e gli anumaltti di pietra per i mercatini. Dopo il pranzo nel consueto baretto, prepariamo gli scatoloni. Scopo dell’operazione: separare le cose da tenere con noi in questi giorni di viaggio da quelle che possiamo intanto mandare a Fianarantsoa con il taxi brousse.Le valige vuote le lasceremo qui in città e le recupereremo l’ultimo giorno. Ceniamo in un ristorante con un ddeputato e con il consigliere sociale Bruno,  che ci ragguagliano sulla situazione politica del Paese dopo le elezioni.
 

 

 

 

 

 

21 juillet, Lundi

 

Tana’, visite de la ville, départ pour Ambositra

Il gruppo ha provveduto all’acquisto di alberi da frutto e tubi per irrigare. Sono poi andati alla cava di pietra di Padre Pedro dove le persone spaccano il granito a martellate e lo riducono in ghiaia di varie grandezze che viene poi da loro stessi venduta……

Ci sono ragazzini di 10-12 anni che hanno finito la scuola e passano le vacanze estive accanto alle loro madri…….seduti per terra aiutando le mamme a spaccare la pietra!!!

Il gruppo sta benissimo…..la compagnia è allegra!!!

 22 juillet, Mardi Tsarasaotra: visite lyceè et rencontre avec le maire. Visite barrage Tsihitaloha et rencontre avec les bénéficiaires. Visite école et adduction d’eau Andrainarivo. Artisanat chez Jean

 

Incontro con i ragazzi del liceo di Tsarasaotra (che abbiamo inaugurato lo scorso anno) e che si preparano per l’esame di maturità: erano presenti anche il sindaco, gli insegnanti e i rappresentanti dei genitori.

Incontro con le comunità che beneficiano sia della diga per irrigare le risaie che dell’acquedotto. Tutti salutano il gruppo come se fossero volti già conosciuti…….”ci danno la mano destra tenendo ben esposta l’altra, per significare la sincerità del cuore!!!”

 23 juillet, Mercredi  

A 8h00 Visite EPP Manarinony, rencontre avec les parentes de l’école et adduction d’eau. Rencontre avec les parents d’élèves d’Ambositra.

Oggi siamo stati a Manarinony, un insieme di villaggi poverissimi con tanti bambini scalzi con indosso vestiti laceri: siamo entrati in una casa di mattoni e tetto di paglia piena di fumo per scaldarsi.

Abbiamo poi incontrato la comunità di genitori e insegnanti coi quali abbiamo discusso della mensa e della scuola. Ci hanno accolto con tanto cuore e hanno preparato un rinfresco e offerto dei doni.

Abbiamo poi incontrato i genitori dei ragazzi che vivono nella casa famiglia di Fianarantsoa che ci hanno preparato il pranzo e offerto un canto e dei cappelli di paglia.

Ci hanno salutato uno ad uno ed erano 50 persone…un’esperienza bellissima!!!

24 juillet, Jeudi Départ pour Tsarafidy, visite de l’adduction d’eau et projet du licée, départ pour Fianara.

 

Stamattina ci siamo avviati verso Fianarantsoa  piano piano……Ci siamo fermati a tsarafidy dove è presente un acquedotto.Abbiamo concordato la modalità  la modalità di costruzione delle nuove aule del liceo: per questo ci aspettava il sindaco e il comitato genitori.

E’ stato stabilito di utilizzare il metodo tradiionale, scuola in mattoni realizzata dalla manodopera locale: in questo modo gli operai avranno uno paga!

Siamo poi andati poi a vedere il liceo attuale percorrendo a piedi una strada sterrata sotto la pioggia.

Siamo stati accompagnati da uno stuolo di bambini che ridevano correndo scalzi nel fango superandoci e tornando indietro come fulmini decine di volte. Una del gruppo stava per scivolare sul fango e un signore molto gentile l’ha subito sorretta.

25 juillet, Vendredi Andoharanomaitso. Visité et réunion avec les élevés et parents Oggi percorrendo una trentina di km di strada sterrata sulla costa della montagna, abbiamo raggiunto il villaggio Andoharanomaintso (1100 m di altitudine).

Qui abitano le famiglie di 8 dei ragazzi della casa famiglia: ci hanno accolto nelle loro case e ci hanno preparato il pranzo e offerto dei doni.

Con loro abbiamo discusso del futuro dei ragazzi. Abbiamo visitato anche l’ospedale dove 2 giorni prima sono nati 2 bambini.

26 juillet, Samedi Fianara, visité des association Miaraka aminy et réunion, visité à Soanierana (P. Maurice), l’après-midi réunion avec Rainay Siamo andati a trovare P.Maurice, presidente dell’associazione Miaraka Aminy. Abbiamo trovato i ragazzi, maschi e femmine, che lavoravano nell’orto, e altri ragazzi che allargavano il pozzo. A Soanierana abitano in affitto anche 4 studenti universitari che si guadagnano da vivere preparando rotolini di arachidi fritti con la pastella, li confezionano e li vendono.

Nel pomeriggio si è riunito il direttivo di Rainay con Elide e P.Gianluigi, mentre Aldo e Irene hanno fatto lezione di italiano ai ragazzi della casa famiglia

27 juillet, Dimanche  

Fianara, Messe et fête avec l’association Rainay et Miaraka aminy au Centre Rainay 

In mattinata è venuto l’impresario per concordare  i lavori di manutenzione della casa.

Abbiamo avuto la riunione con i ragazzi bocciati che secondo la regola non possono rimanere nella casa.

Alle 11 c’è stata la messa nella cappella all’ultimo piano della casa, con tutti i ragazzi e i rispettivi genitori venuti dai villaggi e il direttivo dell’associazione  Rainay.

I ragazzi hanno cantato anche in italiano  e la seconda lettura è stata letta  in italiano da  Hanitra. Al termine della celebrazione  i ragazzi che dovevano sostenere gli esami sono stati benedetti da Padre Giangi e dai presidenti di Rainay e di Unicosole.

Poi abbiamo pranzato tutti insieme e alla fine abbiamo festeggiato i 10 anni dell’associzione Rainay.

Hanitra, Rene e Bruno hanno raccontato la storia dell’associzione.

Verso le 17 siamo partiti per Ihosy, ultima tappa del nostro viaggio (quasi 200 km). Siamo arrivati alle 21.

28 juillet, Lundi  Ihosy, prison, visite de l’élevage des poules pondeuses « Tsara atody ». Les autres personnes vont à Ranohira-Isalo-Ilakaka mine de saphir. Abbiamo visitato l’allevamento di galline ovaiole Ihosy e seguito gli operai che raccolgono le uova e le preparano per distribuirle in città con le biciclette. Le uova vengono messe nelle casse  e distribuite con la pula per spedirle con i taxi brusse.

Abbiamo fatto visita al carcere  e distribuito ai 300 detenuti abiti nuovi, riso e carne. Renè e la sua famiglia ci hanno preparato il pranzo: abbiamo mangiato in una grande sala seduti sulle stuoie. Eravamo 100 persone!!!!

Nel pomeriggio dopo la riunione che era stata programmata per domattina siamo partiti per il parco di ISALO per una breve vacanza, la compagnia al completo!

Viaggiamo con il pulmino diretti  a sud, al parco dell’isalo attraversando la savana. Durante l’imbrunire l’orizzonte è rosso arancio…..sembra di entrarci dentro. Nel cielo pieno di nuvole enormi è spuntato  un sorriso di luna (la falce posizionata in orizzontale!!!). Dietro di noi scurisce e tra poco  arriveranno le stelle  dell’Africa……..LE PAROLE NON BASTANO!!!

29 juillet, Mardi Ihosy, évaluation et avenir de l’élevage des poules pondeuses; réunion avec René, Rainay et UnicoSole.  

 

Oggi vacanza, siamo turisti nel parco dell’ Isalo; la nostra guida, mentre ci mostrava le bellezze naturali, ci ha anche parlato della situazione politica del Paese.

Nel pomeriggio siamo nuovamente andati a Ihosy per salutare  gli amici dell’ allevamento e per portare ai carcerati  quello che ci avevano chiesto: stuoie nuove per dormire, sapone, insetticida per disinfettare le camerate.

Abbiamo poi proseguito per Fianarantsoa dove siamo arrivati a notte fonda.

30 juillet, Mercredi Fianara, rencontre avec tous les élevés de l’association Miaraka aminy Giornata  con  l’associazione Miaraka Aminy di P. Maurice. Con tutti i ragazzi del villaggio di Mahaditra e di Soinerana ci siamo incontrati  presso la casa famiglia di Fianara, poco distante da quella di Rainay.

Abbiamo incontrato e ascoltato a lungo gli studenti universitari,   quelli di scuola superiore e quelli di scuola primaria. Abbiamo poi fatto festa tutti insieme anche con gli educatori e i genitori.: al pranzo hanno avuto seguito danze  e balli.

Abbiamo concluso la giornata con i ragazzi della casa famiglia di rainay dove abbiamo soggiornato in questi giorni. La maggior parte degli studenti era ripartita lunedi e sono rimasti solo i 5 che da lunedì stanno affrontando l’esame di terza media e i 4 che si preparano alle prove di maturità fissate per il 18 agosto.  Ci siamo salutati con gratitudine, riconoscenza, affetto scambievole ..e qualche lacrima…

31 juillet, Jeudi Fianara – Tana

 

Partiamo dalla casa famiglia alle 7.00, con un’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia. A Fianara resta solo P.Giangi.

Alle 7.30 ci aspetta il sindaco di Tsarafidy e naturalmente arriviamo in ritardo: andiamo a vedere l’inizio dei lavori di costruzione della scuola. E’ già stato fatto lo sbancamento.

Viaggiamo tutto il giorno con qualche breve sosta e a Tanà troviamo un paio di ingorghi per cui restiamo bloccati e riusciamo a riprendere le valigie che sono ormai le 8 di sera…troppo tardi anche per cenare. Siamo in aereoporto alle 22.00. Il viaggio di ritorno..comincia!

1 aout, Vendredi Départ de Tanà à 01,10 arrivée à Paris à 11,00. Avion pour Milano L. à 14,40 arrivée 16,10 .Reste à Madagascar P. Colombi  La finestra dell’Isalo
2 aout, Samedi Ihosy  
3 aout, Dimanche Ihosy  
4 aout, Lundi Fianara  
5 aout, Mardi Fianara  
6 aout, Mercredi Fianara  
7 aout, Jeudi Départ de Fianarantsoa pour Antananarivo  
8 aout, Vendredi Départ de Tanà à 01,10 arrivée à Paris à 11,00. Avion pour Milano L. à 14,40 arrivée 16,10  

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Programme de la visite à Madagascar du 19 juillet au 08 août 2014

 

19 juillet, Samedi   Départ de Milano Linate à 6,55 pour Paris, arrivée à Tana Ivato à 22,10
20 juillet, Dimanche Tanà, change, visite association du P. Pedro, change, achat d’artisanat, rencontre avec Bruno
21 juillet, Lundi Tanà, visite de la ville, départ pour Ambositra
22 juillet, Mardi Tsarasaotra visite lyceè et rencontre avec le maire. Visite barrage Tsihitaloha et rencontre avec les bénéficiaires. Visite école et adduction d’eau Andrainarivo. Artisanat chez Jean                      
23 juillet, Mercredi A 8h00 Visite EPP Manarinony, rencontre avec les parentes de l’école et adduction d’eau. Rencontre avec les parents d’élèves d’Ambositra.
24 juillet, Jeudi Départ pour Tsarafidy, visite de l’adduction d’eau et projet du licée, départ pour Fianara.
25 juillet, Vendredi Andoharanomaitso. Visité et réunion avec les élevés et parents. Fianara, visité des association Miaraka aminy et réunion
26 juillet, Samedi   Fianara, visité à Soanierana (P. Maurice). L’après-midi visité du Centre Rainay et réunion
27 juillet, Dimanche Fianara, Messe et fête avec l’association Rainay et l’après-midi départ pour Ihosy
28 juillet, Lundi Ihosy, prison, visite de l’élevage des poules pondeuses « Tsara atody ». L’après-midies les autres personnes vont à Ranohira-Isalo-Ilakaka mine de saphir.
29 juillet, Mardi Ihosy, évaluation et avenir de l’élevage des poules pondeuses; réunion avec René, Rainay et UnicoSole. L’après-midi retour sur Fianara
30 juillet, Mercredi Fianara, rencontre avec tous les élevés de l’association Miaraka aminy
31 juillet, Jeudi Fianara – Tana
1 aout, Vendredi Départ de Tanà à 01,10 arrivée à Paris à 11,00. Avion pour Milano L. à 14,40 arrivée 16,10 .Reste à Madagascar P: Colombi
2 aout, Samedi   Ihosy
3 aout, Dimanche Ihosy
4 aout, Lundi Fianara
5 aout, Mardi Fianara  
6 aout, Mercredi Fianara  
7 aout, Jeudi Départ de Fianarantsoa pour Antananarivo
8 aout, Vendredi Départ de Tanà à 01,10 arrivée à Paris à 11,00. Avion pour Milano L. à 14,40 arrivée 16,10  

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Diario di Fabio, viaggio di marzo 2014

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  Madagascar

1 marzo 2014 – 16 Marzo 2014

Cari amici di UnicoSole-onlus,  dopo qualche giorno riadattamento alla realtà italiana, provo a redigere un breve racconto di questa mia ottava esperienza in Madagascar.

Sabato 1 marzo dopo lunghe attese e preparativi ha inizio questo viaggio, improntato come sempre alla condivisione ed al reciproco scambio di idee, speranze, vita, affetti, capacità umane e lavorative.

Partiamo sabato 1 marzo da Milano Linate alla volta di Antananarivo con Enrico, Mirco ed Antonio carichi di bagagli, aspettative e voglia di mettersi in gioco.

A parte Antonio siamo tutti reduci da altre esperienze in terra malgascia, sappiamo cosa ci attende, sappiamo cosa vorremmo fare, abbiamo salde certezze che sicuramente verranno sgretolate dal primo sorriso di un bimbo incontrato sulla nostra via, dal primo incontro con un padre che ci racconterà le difficoltà del quotidiano o dal primo abbraccio con gli amici che ci attendono per condividere idee e progetti.

Il viaggio è lungo ma tranquillo, in tarda serata tocchiamo il suolo malgascio, ci attende la solita coda alla dogana. Moramora moramora (piano piano) le formalità vengono espletate, recuperiamo i bagagli questa volta più preziosi che mai, contengono i materiali, il più prezioso dei quali una pompa per l’acqua, necessari per lo svolgimento dei lavori che ci attendono. Spiego al controllo bagagli che servono per un’associazione e ci lascia passare senza nemmeno togliere le valigie dal carrello, ci chiede una mancia ma facciamo finta di non capire, deve accontentarsi di un paio di penne.

All’uscita ci attende Haja, il mio Amico Haja, sono abbracci, sorrisi e scherzi, sembra che il tempo si sia fermato, che manchi dal Madagascar non da tre anni ma da un paio di giorni. Ci accompagna all’hotel che si trova nelle vicinanze dell’aeroporto, non proprio silenziosamente scarichiamo i bagagli (ho sentito lamentele in quasi tutte le lingue del mondo), ci impadroniamo delle camere e si dorme con l’aspettativa di quella che sarà la nostra prima vera giornata in Madagascar.

Domenica 2 marzo.

Sveglia presto come sempre in Madagascar ( non lo ripeterò più, sappiate che quando parlo di sveglia non è MAI dopo le 6am)  colazione  e via. Recuperiamo per strada Michele, il presidente dell’associazione Rainay, ci attende una piacevolissima incombenza, la messa nella comunità Akamasoa di Padre Pedro.

E’ una celebrazione con una partecipazione straordinaria di persone, ricchissima di suoni, canti, gioia e voglia di condividere la fede, nulla di più distante dai nostri cupi e tristi riti. Le due ore e mezza di funzione volano. Al termine durante i saluti che Padre Pedro rivolge alle personalità presenti tra le quali un alto funzionario della comunità europea, Padre PedroP dice che noi ci chiamiamo UnicoSole e 

un loro quartiere si chiama Primo Sole per cui non possiamo che essere amici fraterni. Mi chiede inoltre informazioni a proposito di Giangi.

Dopo i saluti con le molte persone che vogliono stringerci la mano o anche solo scambiare con noi un sorriso, ci attende in primo pranzo Malgascio. Con noi un gruppo di amici tra i quali Nirina e Fanja che rivedo e riabbraccio con enorme piacere. Ordiniamo Zebù e pomme fritte, pietanza che per noi europei è quella che più si avvicina ai nostri gusti.

Nel pomeriggio raggiungiamo la diga dove negozietti vendono prodotti di artigianato che acquistiamo sia per noi che per l’associazione, devo ammettere che mi diverto a trattare i prezzi. Loro sparano molto alto e io molto basso e dopo un teatrino fatto di smorfie troviamo l’accordo che soddisfa entrambi.

Noto che non c’è moltissima offerta e varietà di prodotti anche perché non ci sono turisti, ok è bassa stagione, ma l’instabilità politica a mio avviso tiene lontano molte persone. Spero che l’afflusso turistico torni quello degli scorsi anni, è forse l’unica fonte di denaro forte proveniente dall’estero e se viene a mancare pure quello…

Torniamo all’ hotel e una cena conclude la nostra giornata. Andiamo a dormire soddisfatti di quello che in una sola giornata siamo riusciti a fare.

Lunedì 3 marzo.

Questa nostra giornata che culminerà con l’arrivo del 5 elemento del gruppo Angelo, si dipana nel centro di Tana dove abbiamo alcune incombenze tra le quali il cambio del denaro e l’acquisto di uno stabilizzatore di Tensione. A Ihosy dove svolgeremo i nostri lavori ci sono problemi di energia elettrica , ci sono frequenti interruzioni di corrente e quando c’è la qualità è pessima causa un eccessiva caduta di tensione, un buon stabilizzatore è indispensabile al funzionamento della pompa per il bacino dell’acqua.

Al pomeriggio facciamo i turisti e visitiamo la ristrutturata residenza della Regina , danneggiata anni fa da un incendio e riaperta dopo molti anni di lavori.

Ceniamo e ci dirigiamo all’aeroporto per una degna accoglienza ad Angelo. Tonga Soa Monpera… alla vista del cartello di benvenuto vedo per la prima volta in vita mia Angelo arrossire, incredibile!

Anche Angelo non ha particolari problemi con i bagagli, via, subito all’hotel che domani ci attende un lungo viaggio.

Martedì 4 marzo

Di buonora si parte, direzione Sud, sulla RN7, la tortuosa strada che taglia il Madagascar da Tana a Tulear. Abbiamo alcuni pezzi di ricambio per automobile da consegnare a Sofia di ReggioTerzoMondo, pezzi introvabili in Madagascar ma necessari alla riparazione di due vetture.

Consegna effettuata con una puntualità degna dei migliori corrieri e siamo di nuovo in strada.

Siamo al termine della stagione delle piogge, quest’anno abbondanti, e quella che viene comunemente definita “l’isola rossa” è un esplosione di colori.

Al rosso dei terreni si mescola l’azzurro di un cielo nitido come poche altre volte, il verde smeraldo delle risaie, il giallo del mais e i mille colori della frutta e delle verdure che in ogni angolo di strada sono esposte per la vendita.

Ci attendono i ragazzi di alcuni progetti sostenuti negli scorsi anni e non volendo prolungare la loro attesa decidiamo di mangiare durante il viaggio senza perdere tempo in ristorantini o altro. Qualche banana, delle mele e degli ananas dalla dolcezza indescrivibile ci fanno capire che non poteva esserci scelta migliore.

Dopo quasi 4 ore di viaggio raggiungiamo la prima tappa di questa giornata, Tsarasoatra, dove visitiamo le 3 aule per il Liceo finanziate ed inaugurate lo scorso anno. Mi colpisce la qualità della struttura e noto la soddisfazione di Michele nel mostrarmi i pregi della costruzione.

La visita è breve, non possiamo trattenerci molto, ci attendono i bimbi della scuola primaria di Maraninony. E’ un accoglienza spettacolare, gioiosa e calorosa, ci riempiono di doni ed di attenzioni, ci ringraziano per la mensa scolastica e ci ragguagliano sui progressi dei bimbi.

Mi aggiro per il villaggio per verificare lo stato di manutenzione dell’acquedotto finanziato negli scorsi anni. E’ tenuto molto bene e sulla via del rientro alla vista di due bimbi che fanno 3 anni in 2 che si dissetano alle fontane da noi finanziate mi commuovo. La soddisfazione è enorme, gli sforzi fatti e le difficoltà incontrate sono ampiamente ripagate anche solo con questa vista. Penso a tutti gli amici di UnicoSole, ai nostri sostenitori, ai miei amici che nonostante non facciano ufficialmente parte di UnicoSole mi sostengono incondizionatamente..sono felice!

Il piacevole incontro segna la fine di questa nostra giornata. Raggiungiamo Ambositra dove ceniamo e passiamo la nottata.

Mercoledi 5 marzo.

Riprendiamo la nostra via, da Ambositra a Fianarantsoa. La strada è un disastro: le due ore e mezza di viaggio degli scorsi anni sono diventate cinque. Sono più i tratti pesantemente rovinati che quelli buoni. Ci interroghiamo senza risposta su come una nazione possa lasciare una delle maggiori vie di comunicazione in queste condizioni, su  come possa spostarsi il popolo e su come sia possibile movimentare merci.

Lungo la via ci fermiamo a Tsarafidy: ci è stato chiesto il finanziamento per la costruzione di tre aule con il metodo tradizionale (mattoni senza cemento e tolle come tetto) per l’ampliamento di una scuola secondaria. Michele mi esprime le sue perplessità su questo tipo di costruzione e viste le aule già costruite mi trova concorde.

Riprendiamo la via per Fianara dove arriviamo verso le tredici. Scarichiamo velocemente, siamo impazienti di rivedere e riabbracciare moltissime persone, Hanitra, Fifalina, Faneva, Feijoro tutti ragazzi dell’associazione Rainay ospitati alla casa accoglienza ed i loro educatori. La gioia sprizza da ogni nostro poro.

Mi sento a casa mia, è casa mia!

Per oggi il tempo è poco ma ci ripromettiamo di rivederci con più calma quando torneremo.

Visitiamo la casa famiglia dell’associazione Miaraka Aminy di Padre Maurice ed il suo centro studi informatico.

Per cena mangiamo con Hanitra Haja e famiglia al completo, Michele e Padre Maurice…Maurice, cambierà mai? Un vulcano di idee che si mescolano e a volte si contrappongono. Riuscirà a ritrovare la sua strada? Il progetto canfora sembra funzionare, speriamo ci sia un mercato.

Giovedì 6 marzo.

Dopo una veloce colazione si riparte direzione Ihosy, tappa centrale di questa nostra esperienza.

Il viaggio è tranquillo ed i panorami fantastici ci lasciano a bocca aperta nonostante siano visti già più volte. Dopo una breve sosta ad Ambalavao ed un picnic lungo la strada raggiungiamo la nostra mèta. Siamo accolti da Renè, JeanPaul, la loro equipe e le loro famiglie.

Scarichiamo attrezzature e materiali tra la curiosità dei nostri amici malgasci. Renè ci mette al corrente sui lavori, potremo iniziare a lavorare al bacino dell’acqua solo da lunedì. Ne prendiamo atto e stendiamo un nuovo programma delle attività.

Ci confrontiamo con i nostri amici per capire le loro esigenze, su come non interferire con i loro lavori e come potere soddisfare le loro richieste tecniche. Con Renè non ci sono barriere linguistiche che tengano, a gesti ma specialmente con il cuore ci intendiamo in un battibaleno.

Chiediamo informazioni sull’andamento dell’allevamento di galline ovaiole e sui risultati. Abbiamo circa 6000 galline che producono poco meno di 4000 uova al giorno. Risultati economici ottimi a cui si aggiunge circa 50 persone tra muratori e allevatori che lavorano da anni a tempo pieno, 50 famiglie che hanno meno problemi nello sbarcare il lunario a cui si aggiunge l’indotto, ad esempio gli agricoltori che con 200 tonnellate di mais necessari hanno una certa fonte di reddito.

Giunge velocemente l’ora che pone fine ad un’altra emozionante giornata.

Venerdì 7 marzo.

Ci rechiamo all’allevamento, ci dividiamo i compiti ed iniziamo i lavori. Siamo aiutati da alcuni ragazzi malgasci alcuni dei quali negli scorsi anni sono stati sostenuti nello studio.

Sono volenterosi, con una grande voglia di imparare e “rubare” il mestiere. Apprendono velocemente anche alcuni nozioni elettriche non semplicissime: lavorare in un clima di serenità e interscambio è un piacere.

Renè ci aveva raccomandato di non fare molto rumore al fine di non disturbare le galline. Hops….raccomandazione inutile.

A pranzo mangiamo con Renè , JeanPaul e le loro famiglie e subito ci rendiamo conto che non è la settimana giusta per iniziare una dieta: condividono con noi cibo che a loro sarebbe bastato una settimana.

Pancia piena chiamerebbe riposo, ma il lavoro ci attende e noi siamo impazienti di ricominciare.

Io ho tre dolcissime guardie del corpo, Aime, Armandine e Suari (giovanissime figlie di Renè e JeanPaul) che mi seguano passo per passo.

Se mi siedo si siedono pure loro, se vado un attimo all’ombra 

inutile dire che vengono pure loro, mi guardano con i loro occhini sorridenti ed io mi sento nudo e disarmato ed infinitamente in debito per tanto gratuito affetto.

Quando si sta bene il tempo vola e velocemente arriva l’ora di porre fine alla giornata lavorativa.

Sabato 8 marzo.

I lavori proseguono nello stesso piacevole clima delle giornate precedenti. La giornata vola e facciamo un punto sulla stato di avanzamento. Sorrisi, serenità e cordialità non hanno inciso sui ritmi e con piacere ci rendiamo conto di essere in anticipo sui tempi previsti.

Dopo pranzo partiamo alla volta di Ranohira, dove passeremo la giornata di domenica. Una bellissima giornata fa da cornice allo spettacolare paesaggio: restiamo incantati! Io non stò benissimo ma un mix di fermenti lattici, tachipirina e la piscina dell’albergo (finalmente un luogo che si adatta alla mia classe!!) sono un toccasana.

Domenica 9 marzo.

Dopo colazione una parte del gruppo resta a godersi un inizio mattinata senza impegni particolari e il resto del gruppo parte alla volta della chiesa di Ranohira dove viene celebrata la Messa.

Canti , balli e gioia non mancano nemmeno questa volta, al termine della funzione  ci viene richiesto un piccolo intervento. Eleggiamo portavoce Angelo che porta i saluti di tutta l’associazione e di Giangi in particolare. Terminata la funzione dobbiamo con piacere stringere centinaia di mani: tutti vogliono salutarci ed alcuni ci chiedono di salutare padre Reviglio, anziano missionario che per oltre 50 anni ha svolto in Madagascar il suo ministero.

Dopo messa decidiamo di visitare uno dei tanti percorsi naturalistici del parco dell’Isalo, per la precisione il percorso delle piscine naturali. Una giornata di passeggiate tra canyon, bellezze naturali, bagni e risate. Relax allo stato puro.

Nel tardo pomeriggio rientriamo a Ihosy dove arriviamo per la cena ed il giorno dopo proseguiremo i lavori.

Lunedì 10 marzo.

Riprendiamo i lavori e come promesso da Renè possiamo iniziare i lavori per l’installazione della pompa al bacino dell’acqua.

Ci dividiamo in 2 gruppi, uno che segue la posa della pompa e l’altro che prosegue i lavori elettrici.

Discutiamo, litighiamo, ridiamo e ci riappacifichiamo con lo stesso ritmo serrato dei lavori. Penso alle raccomandazioni di Renè: con il casino che facciamo ci sarà un tracollo nella produzione delle uova! Invece, grande sorpresa, raggiungiamo la quota 4300 unità.

Tra un interruzione e l’altra nell’erogazione della fornitura dell’energia elettrica, i lavori proseguono grazie al generatore. I ragazzi dell’equipe elettrica sono ormai quasi autonomi, le poche spiegazioni sono state recepite in modo sorprendentemente rapido.

Soddisfazione!

Verso mezzogiorno la pompa è provvisoriamente installata e possiamo verificare i cablaggi elettrici, i collegamenti idraulici ed il funzionamento. FUNZIONA!!! L’acqua sgorga nella quantità prevista e pure la qualità è relativamente buona.

Grandissima soddisfazione!

Nel pomeriggio i lavori proseguono alacremente e la giornata piena di risultati positivi termina rapidamente.

Martedì 11 marzo.

Con il solito clima di serenità proseguono i lavori. E’ ormai chiaro che oggi finiremo questi progetti con una giornata d’anticipo sui tempi previsti e potremo dedicarci all’iniziativa, accessoria ma non meno importante, di macellazione e conservazione di carni suine.

Le interruzioni nella fornitura dell’energia elettrica anche oggi ci ostacolano, ma con l’aiuto del prezioso generatore riusciamo a verificare l’impianto elettrico ed effettuare le tarature dell’impianto di pompaggio acqua.

I nostri macellai sono entrati in azione nel pomeriggio ma purtroppo dietro l’angolo un grave incidente ci attendeva. Antonio con un secchio di acqua calda si procurava un estesa e grave scottatura alla mano sinistra.

Lo spavento è tanto per tutti noi, mentre in un clima irreale Enrico prosegue nella macellazione del maiale, Angelo e Haja accompagnano Antonio ad un dispensario dove gli vengono prestate le prime cure.

Evitare infezioni che potrebbero peggiorare ulteriormente la situazione è la nostra priorità.

Con l’animo colmo di preoccupazione cerchiamo di sollevare il morale di Antonio ma ad esser sinceri è lui con la sua forza d’animo che ci rinfranca.

Mercoledì 12 marzo.

Di primo, mattino mentre Angelo accompagna Antonio al dispensario per la medicazione della ferita, sotto la supervisione di Enrico iniziamo la lavorazione della carne che precede l’insaccamento.

A metà mattinata veniamo raggiunti da Antonio con notizie che ci rincuorano sul suo stato di salute: la scottatura è grave, ma non gravissima come temevamo e il suo morale è buono. A dimostrazione di ciò resta con noi dandoci preziosi consigli e direttive che ci consentono di terminare i lavori di insaccamento per l’ora di pranzo.

Dopo pranzo ci dedichiamo alla rifinitura dei lavori svolti nei giorni scorsi e a preparare i bagagli per la prima tappa del lungo viaggio di rientro.

Giovedì 13 marzo.

Dopo colazione, con Antonio passiamo da Renè per i saluti. Non trovo parole per esprimere il mio ringraziamento e la mia ammirazione per il lavoro svolto da tutta la famiglia. Abbiamo lavorato sotto lo stesso cielo, abbiamo mangiato sotto lo stesso tetto ma ciò che più conta condividiamo le stesse speranze di crescita per questo popolo.

Sono abbracci, sorrisi, pacche sulle spalle che per dimostrare il reciproco affetto sfiorano la violenza. Grazie Renè, grazie JeanPaul , grazie alle miei Guardie del corpo, grazie a tutti…di cuore.

Dopo i saluti, mentre Antonio viene medicato, ne approfittiamo per dare una rapida occhiata al mercato di Ihosy: è la solita esplosione di colori e odori, forse non adatta ai deboli di stomaco ma affascinante.

Riprendiamo la via di Fianarantsoa dove arriviamo nel primo pomeriggio. Approfittiamo del tempo a disposizione per dedicarci a piccoli acquisti o riposare un poco. Nel pomeriggio raggiungiamo la casa famiglia di Rainay per incontrarci con i ragazzi. Hanitra mi chiede di stimolare i ragazzi nello studio: ci provo ed il messaggio viene recepito. Vedremo al termine del prossimo trimestre se viene messo in pratica. Durante la serata Hanitra ci dice che una ragazza necessita di un intervento chirurgico per risolvere un problema alla gola. Ci guardiamo tra compagni di viaggio e con una colletta i 350 € necessari per l’intervento e le prime cure sono nelle mani di Hanitra.

Durante la cena che segue esprimo a Michele alcune mie perplessità:

1)      I ragazzi nuovi non sono già troppo grandi? Noi abbiamo maggiori difficoltà nel chiedere il sostegno allo studio di un ragazzo di 18 anni rispetto a uno di 8.

2)    Alcuni indirizzi scolastici (scienza della comunicazione) non sono fuori luogo?

Michele mi dice che anche loro preferirebbero trovare ragazzi più giovani, ma le famiglie, visto che la quota riso è per loro un grande impegno, preferiscono investire su un ragazzo più grande che chiede l’ultimo sforzo per la riuscita nello studio rispetto ad un bimbo.

Rispetto alla questione scienza della comunicazione la materia ha un indirizzo diverso rispetto all’Italia. La scelta della materia è stata scelta perché ti prepara all’animazione della vita rurale.

Mi chiede se è possibile fare uno sforzo per gli studenti universitari, dico che personalmente sono contrario e punterei maggiormente alla scolarizzazione di base, ma che riferirò le sue richieste al consiglio di UnicoSole.

Venerdì 14 marzo

Dopo la solita e professionale medicazione ad Antonio, questa volta all’ospedale di Padre Zocco, con Angelo ed Enrico partiamo alla volta di Andainjato dove negli scorsi anni abbiamo finanziato un acquedotto poi chiuso causa la cattiva gestione dei fruitori.

Era una vista fuori programma e non annunciata. Abbiamo incrociato il sindaco per strada, diretto a Fianarantsoa per una riunione prefettizia. Ci ha detto di rivolgerci al segretario comunale che ci avrebbe accompagnato sul posto. Giunti al bacino tra l’indifferenza generale, abbiamo finalmente incontrato il responsabile della manutenzione ed un gruppo di anziani. La più intraprendente, una signora mingherlina, ci ha spiegato che i fruitori dovranno versare l’equivalente di 7 kg di riso per maggiorenne la cui vendita verrà dedicata al ripristino della struttura. Al manutentore che ci segnala alcuni problemi ho risposto che come associazione non intendiamo investire un solo ariary per il ripristino. Ho pure detto che il comune negli scorsi anni ci aveva richiesto il finanziamento per la costruzione di un edificio scolastico, ma la richiesta non verrà presa in considerazione se non dopo una completa riattivazione e corretta gestione dell’acquedotto. Siamo stati rassicurati sulla rapida sistemazione dei problemi.

Sulla via del rientro siamo passati a visitare la seconda casa di Maurice, quella che affitta agli studenti universitari. Ci ha fatto vedere le scarne stanze tra le nostre perplessità rispetto alla fruibilità della struttura

Rientrati a Fianarantsoa dopo pranzo abbiamo salutato non senza commozione Hanitra e i suoi tre figli ed abbiamo ripreso il nostro viaggio di riavvicinamento a Tana. Dopo il solito viaggio nel tratto di strada più dissestata, abbiamo passato la nottato ad Ambositra.

Sabato 15 marzo. Ultimo giorno in Madagascar

Questa ultima giornata si snoda con un ritmo sonnacchioso da ultimo giorno di scuola. Non succede molto se non gli ultimi saluti a Michele e Haja, ma questa calma mi aiuta a ricapitolare idee e sensazioni. Penso a ciò che resta in me dopo quest’esperienza, i volti, gli occhi, i sorrisi delle persone che si sono avvicinate a noi, persone con cui ho condiviso conoscenze, amore e vita ma anche persone che volevano venderci qualcosa o persone che si avvicinavano a noi semplicemente per farci sapere che esistono.

Torno a casa più ricco: quello che riesco a fare per loro è sempre poco rispetto a quello che ricevo.

Mi mancheranno i paesaggi infiniti, le notti stellate, i mille sapori e gli odori forti, ma cio che più mi mancherà saranno loro, i miei amati amici malgasci che continuano ad accompagnarmi anche nei miei percorsi in Italia.

Tra i mille interrogativi che in questo momento mi pongo una certezza c’è: non è un addio, quando ci rincontreremo non lo so, ma ci rincontreremo.

Misaotra!! veluma!!

Fabio

Ps. Mi scuso per gli errori che sicuramente costelleranno queste pagine

 

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Cronaca del viaggio, marzo 2014

domenica 2 marzo 2014

da: Giovanni Colombi (giangi.colombi@gmail.com)

A:   unicosole@googlegroups.com

Carissimi,
                     queste sono le ultime foto del bacino dell’acqua a cui dovranno lavorare i nostri amici che sono partiti per il Madagascar. Sono ben arrivati in 4 ieri sera alla capitale, non hanno aperto i bagagli alla dogana ed oggi sono stati in visita da P. Pedro per l’Eucaristia e nel pomeriggio all’artigianato della diga. Domani mattina parte Angelo e raggiungerà i 4 domani sera ad Antananarivo e martedì mattina partiranno per il sud. Buona settimana a tutti
Giangi

img_20140301_161306.jpg - 93.71 Kbimg_20140301_161405.jpg - 154.45 Kbimg_20140301_161802.jpg - 80.51 Kbimg_20140301_161817.jpg - 93.35 Kbimg_20140301_161740.jpg - 114.69 Kb

lunedi, 3 marzo 2014img-20140306-wa0000.jpg - 145.05 Kb

Cari amici,

Angelo è ben arrivato a Antananarivo la sera del 2 marzo. Gli altri 4 amici e soci che erano già nellacapitale hanno approfittato della giornata per l’acquisto di artigianato, per visitare l’ONG di Reggio Terzo Mondo e per comprare altro materiale che servirà per i lavori a Ihosy. In particolar modo hanno acquistato uno stabilizzatori di energia elettrica perché a Ihosy ci sono seri problemi di sbalzi di tensione. Per far funzionare la pompa nel pozzo c’è bisogno di corrente stabile e non può funzionare con una tensione di 190-200 volt. Ieri mattina di buon’ora sono partiti per il Sud. Hanno visitato il liceo di Tsarasaotra inaugurato lo scorso mese di luglio e la scuola con mensa di Manarinony, dove sono stati accolti in maniera eccezionale sia dai bambini che dai genitori.

Oggi pomeriggio andranno in visita a Ranohira e lunedì oltre a continuare l’impianto elettrico inizieranno l’installazione della pompa e l’impianto di distribuzione dell’acqua potabile. Un caro saluto e abbraccio a tutti e buona prima domenica di quaresima.

Giangi 


Date: Thu, 6 Mar 2014 16:24:40 +0100 img-20140306-wa0003.jpg - 130.69 Kb
From: fabioforcella@gmail.com
To: giangi.colombi@libero.it; elide.longa@hotmail.it

Tantissimi saluti. Tutto procede bene. Purtroppo stiamo notando un ulteriore peggioramento della situazione generale in Madagascar e le richieste sono sempre tante

Ciao

Fabio


Date: Fri, 7 Mar 2014 17:06:04 +0100
Subject: RE:
From: fabioforcella@gmail.com
To: elide.longa@hotmail.it

Cara Elide e cari amici di Unicosole. img-20140306-wa0002.jpg - 88.53 Kb
Approfitto di una connessione wifi per aggiornarvi su questa esperienza. 
Tutto procede abbastanza bene, nel gruppo non vi sono ne problemi di ambientamento ne tantomeno di salute.
Durante la discesa verso sud abbiamo notato un peggioramento delle già precarie infrastrutture di questa sfortunata nazione. Abbiamo pure notato la totale assenza di turisti unica  fonte di denaro fresco per questa nazione.
Scendendo abbiamo visitato alcuni progetti finanziati negli scorsi anni e devo dire che sono stato favorevolmente colpito dallo stato di manutenzione dei progetti di Mararinony dove come sempre siamo stati accolti in modo fantastico,  mentre sono colpito dalla qualita della struttura del liceo di Tsarasoatra.
Abbiamo visitato a Fianarantsoa le case accoglienza delle associazioni Rainay e Miarakaminy, le abbiamo trovate come sempre in ordine anche se la casa Rainay img-20140306-wa0001.jpg - 103.60 Kbnecessita di manutenzioni straodinarie in particolare gli infissi. Ho trovato i ragazzi sereni e scambiando qualche parola con il mio pessimo francese, ci ringraziono per il sostegno.
Ora siamo a Ihosy dove abbiamo iniziato i lavori. Il progetto di elettrificazione procede in modo spedito .
Siamo supportati anche da alcuni ragazzi che abbiamo sostenuto agli studi negli scorsi anni.sono volenterosi ed apprendono anche nozioni elettriche non semplici velocemente. Mentre non essendo terminati completamente i lavori edili abbiamo difficoltà con il progetto di pompaggio acqua.
Mi scuso se non mi dilungo.
Un saluto ed un abbraccio a nome di tutti.
Fabio


Da: giangi.colombi@gmail.com

Data: 8-mar-2014 12.52 

Carissimi,

vi spedisco questa foto che ho ricevuto oggi dscf5662.jpg - 167.17 Kbda Ihosy in Madagascar. Da sinistra a destra si vedono: Angelo, René, Enrico, Mirco e Sylvain, ultimo fratello di René. Sullo sfondo si vede un pezzo dell’impianto elettrico che stanno realizzando in questi giorni. Sulla destra si vede un mulino per macinare il granoturco. I lavori procedono bene perché ci sono parecchi ragazzi che stanno lavorando con loro ed imparano velocemente. I nostri amici dicono che l’allevamento di galline è ben tenuto. Le galline ovaiole in questo momento sono 6.200 e all’inizio del prossimo mese d’aprile arriveranno altri 3.000 pulcini.

Oggi pomeriggio andranno in visita a Ranohira e lunedì oltre a continuare l’impianto elettrico inizieranno l’installazione della pompa e l’impianto di distribuzione dell’acqua potabile. Un caro saluto e abbraccio a tutti e buona prima domenica di quaresima.

Giangi 


Date: Mon, 10 Mar 2014 16:26:34 +0100 img-20140306-wa0004.jpg - 113.32 Kb
From: fabioforcella@gmail.com
To: elide.longa@hotmail.it; giangi.colombi@libero.it; unicosole@gmail.com

Carissimi Elide, Giangi e amici di UnicoSole
Vi scrivo al termine di una giornata piena di fatiche, discussioni e imprecazioni ma altrettanto piena di soddisfazioni per il lavoro  svolto, di sorrisi, di risate, di risultati e specialmente di affetto che riceviamo a piene mani.
Come ci era stato detto oggi abbiamo potuto iniziare i lavori al pozzo dell’acqua.  Siamo a un buon punto, la pompa é stata installata e, tra un black-out e l’altro dovuto alla jirama, siamo riusciti ad effettuare un primo test con esito più che positivo. L’acqua esce nelle quantità previste e pure la qualità sembra buona.
Vi allego a parte alcune immagini. Nei prossimi giorni vi ragguagliero.
Un saluto ed un abbraccio anche a nome dei miei compagni.
Con affetto
Fabio 


Da: elide.longa@hotmail.it20140310_160132.jpg - 157.73 Kb

Data: 10-mar-2014 22.27
A: “unicosole@googlegroups.com”
Ogg: da Ihoshy

Carissimi
la foto che vi giro e che è arrivata ieri sera da Fabio è veramente bellissima. Dai sorrisi e dalle braccia che salutano si legge quanto siano contenti per avere l’acqua!! Un abbraccio ai ragazzi che sono giù a lavorare e un grazie e un caro saluto a tutti voi per il vostro aiuto.
Elide  


Da: Giovanni Colombi
Date: 12 marzo 2014 22:56
Oggetto: Notizie dal Madagascar
A: unicosole@gmail.com

Carissimi,

                   eccovi le ultime notizie dai nostri amici in Madagascar. Con molta gioia e allegria oggi hanno terminato tutti i lavori in programma a Ihosy con mezza giornata di anticipo sul calendario perché sono stati aiutati da una trentina di giovani operai per fare l’impianto elettrico e l’installazione della pompa con distribuzione dell’acqua potabile.
Domani mattina ripartiranno per Fianarantsoa dove si fermeranno un giorno in più per incontrare i nostri ragazzi delle case d’accoglienza, i responsabili delle associazioni e visitare i progetti.
Un grande grazie ai nostri amici italiani e malgasci che hanno lavorato di comune intesa ed accordo, scambiandosi talenti, energie di vita, esperienze e tanti sorrisi.
Un presto arrivederci a tutti alla prossima nostra prossima assemblea dell’associazione programmata per la domenica 23 marzo a Seriate alle ore 17:00 dove avremo modo d’ascoltare dalla loro viva voce i racconti sull’esperienza in Madagascar, con affetto
Giangi

 

 

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Lo stile di viaggio di UnicoSole

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La parola viaggio deriva dal latino viaticum, il corredo che chi si accinge a partire porta con sè. Il viaggio genera curiosità, fascino, ricerca, timore dell’altro, ansietà, paura del nuovo.

UnicoSole crede che ogni persona possa e debba impegnarsi a costruire un mondo di rispetto, giustizia,  pace, l’amore.

Per questo vi proponiamo di mettervi in gioco e  prendere parte al viaggio. 

Il metodo operativo di UnicoSole si basa sulla realizzazione di progetti   segnalati  dalle associazioni malgasce Rainay e Miaraka Aminy, nostre partner, o  direttamente dalle comunità . Il viaggio rappresenta il momento di raccolta delle proposte e di ritorno nei luoghi dove i progetti sono stati realizzati o continuano a essere finanziati:  il  programma del viaggio viene definito di volta in volta in base a questo criterio.
L’itinerario parte da Antananarivo, capitale del Madagascar, dove atterra il volo dall’Europa, e  punta verso il  centro sud del Paese, nelle zone circostanti Fianarantsoa e Ihosy, dove opera UnicoSole. 

Qui incontriamo le comunità: le ascoltiamo e condividiamo la loro vita, inauguriamo insieme le opere realizzate e ci riuniamo con i sindaci, i presidi, gli insegnanti,  i comitati dei genitori, delle scuole, che gestiscono le attività e i beni che che finanziamo.

E’ un’opportunità per condividere intensamente la vita di gruppo con i compagni di viaggio e di conoscere le persone, le tradizioni e le condizioni di vita. Viviamo nei villaggi con le popolazioni e nelle case famiglia dell’associazione, insieme ai ragazzi. Incontriamo le persone, facciamo festa con loro, ascoltiamo le loro necessità e i desideri. Persone che sorridono alla vita, sempre piene di gratitudine, che mettono al primo posto la famiglia e la disponibilità per gli altri.

E poi la natura: il Madagascar è un Paese meraviglioso, unico al mondo per la sua eccezionale biodiversità, dai lemuri ai baobab, ai tramonti che dilagano nei cieli limpidi, alla cascata di stelle dell’emisfero rovesciato.

Se vuoi venire, contattaci! 

Camminando si apprende la vita
camminando si conoscono le persone
camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina, guardando una stella
ascoltando una voce,
seguendo le orme di altri passi.
Cammina, cercano la vita,
curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo
del cammino percorso.

 Ruben Blades

E tu, perchè viaggi?

 

 

 

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Programma della visita in Madagascar dal 1 al 16 marzo 2014

Sabato 1° marzo Angelo, Fabio , Enrico, Mirco e Antonio partono per il Madagascar, dove saranno impegnati nei lavori nell’allevamento di Ihosy: la messa in opera del bacino per l’acqua potabile e la sua distribuzione, l’elettrificazione dell’allevamento e l’insegnamento nella lavorazione della carne suina soprattutto nell’insaccare cotechini e salami.

E’ un nuovo passo in avanti verso progetti di autosviluppo, di creazione di lavoro per i giovani, di autofinanziamento dei progetti sociali in Madagascar. 

Li seguiremo pubblicando tutte le notizie che ci invieranno.

Buon viaggio e buon lavoro!

Programma della visita in Madagascar dal 1° al 16 marzo 2014

sabato 1 marzo    Partenza da Milano Linate alle 7,40 arrivo ad Antananarivo alle ore 23:00. Trasferimento in albergo
domenica 2 marzo Tanà 8:30 Messa da P. Pedro. Cambio, artigianato alla diga.
lunedi 3 marzo Tanà                          acquisto materiale, visita cava di P. Pedro. Ore 23:00 arriva Angelo
 

martedi 4 marzo

Colazione e alle 6:30 partenza per Ambositra.

Ore 14:00 visita liceo Tsarasaotra, e scuola di Manarinony, artigianato da Jean

mercoledi 5 marzo Ore 6:30 colazione e partenza per Fianara, pranzo in albergo.

Visita casa famiglia Rainay e Miaraka aminy, cena in albergo con l’associazione Rainay e Miaraka aminy

giovedi 6 marzo Ore 6:30 colazione e partenza per Ihosy, pranzo in albergo a Ihosy e nel pomeriggio sistemazione materiali, programmazione e inizio lavori all’allevamento “Tsara atody
venerdi 7 marzo Ore 6:00 colazione, ore 7:00 inizio lavori ore 12,30 pranzo da René, 14:00 continuazione lavori, cena in albergo
sabato 8 marzo Ore 6:00 colazione, ore 7:00 inizio lavori ore 13,00 pranzo da René. Ore 15:00 partenza per Ranohira
domenica 9 marzo Ore 9:00 Messa in parrocchia a Ranohira, visita parco, piscina, Ilakaka. In serata rientro a Ihosy
lunedi 10 marzo Ore 6:00 colazione, ore 7:00 inizio lavori ore 12,30 pranzo da René, 14:00 continuazione lavori, cena in albergo.
martedi 11 marzo Ore 6:00 colazione, ore 7:00 inizio lavori ore 12,30 pranzo da René, 14:00 continuazione lavori, cena in albergo.
mercoledi 12 marzo Ore 6:00 colazione, ore 7:00 inizio lavori ore 12,30 pranzo da René, 14:00 continuazione lavori, cena in albergo.
giovedi 13 marzo Ore 6:00 colazione, ore 7:00 inizio lavori ore 12,30 pranzo da René, 14:00 partenza per Fianarantsoa, Cena in albergo con l’associazione Rainay e Miaraka Aminy
venerdi 14 marzo Ore 7:00 colazione, ore 8:00 incontro con l’associazione Miaraka Aminy. Ore 14:00 incontro con l’associazione Rainay e presentazione della situazione dei ragazzi ed eventuali progetti. In serata saluto ai ragazzi.
sabato15 marzo Ore 6:00 colazione, 6:30 partenza per Tana con eventuale fermata ad Ambositra
domenica 16 marzo Ore 01:40 partenza per Parigi

 

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Relazione del viaggio di Marika, 21 novembre 2013

Un po’ in ritardo ma finalmente mi sono decisa a scrivere anche io qualcosa. Fino ad ora non ne ho parlato molto, certo se qualcuno mi chiedeva o chiede “come è andata laggiù” o “come è stato”, rispondo ma mi limito a “ è stata un’esperienza unica e bellissima”. Non riesco ad aggiungere altro perché sono state emozioni e sensazioni che forse conservo ancora troppo gelosamente, e sarebbe giusto che anche gli altri sappiano cosa abbiamo vissuto giù, quello che abbiamo provato, ma è così difficile spiegarlo a parole. Forse a volte basta mostrare alcune foto che rendono meglio l’idea, senza l’uso di tante parole che possono restare al vento. Meglio testimoniare quello che abbiamo visto… una foto, il modo migliore per attirare l’attenzione dei bambini che si facevano fotografare per poi rivedersi. Di tante foto fatte non ne ho trovata una dove non ci sia un sorriso. Nel nulla hanno tutto: hanno la gioia di vivere stampata sul viso, hanno il sole dentro. Non avevano niente eppure ti davano tutto, anche se questo privava loro di qualcosa di importante: come il riso che ci è stato dato in dono in un villaggio. Tolgono a loro qualcosa di vitale importanza per darlo a te. Non c’è niente di più incredibile! Chi qui dividerebbe con te una semplice madagascar2011 692.jpg - 211.96 Kbmerendina? Credo nessuno, perché non siamo capaci di donare e condividere. Noi abbiamo tutto, troppo, eppure non riusciamo mai ad essere felici, ci lamentiamo per ogni cosa… ma loro, loro cosa dovrebbero dire? I ricchi non siamo noi, siamo poveri in confronto alla loro ricchezza d’animo. Loro hanno l’amore, vivono seguendo questo, perché credo che solo in questo modo si possano affrontare tutte le difficoltà della vita. Mi basta pensare alle mille e diverse accoglienze ricevute nei villaggi. Ci accoglievano come se fossimo loro figli, ci preparavano il pranzo, ci davano dei doni.. e tutto questo senza pretendere nulla in cambio, perché facevano tutto con amore. Una terra incontaminata con persone buone d’animo e una gioia, pace e amore infiniti.
Piangi quando arrivi, ma poi piangi il doppio prima di ripartire, perché alla fine lasci un pezzo di cuore li e ti porti via gelosamente il più possibile: i sorrisi dei bambini, i canti, le risate alla casa, i villaggi  poverissimi, le persone che hanno lasciato un qualcosa dentro di te… ecco i malgasci sono seminatori di amore e noi dobbiamo essere capaci di cogliere questo seme e farlo crescere  dentro di noi, per essere capaci di trasmetterlo al prossimo.

Mi porterò dentro per sempre ogni emozione bella e brutta di questa esperienza. A volte mi sembra ancora di sentire quell’odore caratteristico, quello strano omadagascar2011 1104.jpg - 148.94 Kbdore di bruciato, quando mangio il riso è inevitabile non far volare li il pensiero e quando non sto bene fisicamente o è una giornata no, penso a loro, ai mille bambini che stavano sicuramente peggio di me, ma avevano sempre e costantemente il sorriso stampato.

Mi sembra doveroso ringraziare Padre Giangi che mi ha dato la possibilità di fare questa magnifica esperienza, unica e inimitabile, perché mi ha fatto conoscere una nuova realtà completamente diversa dalla nostra, mi ha fatto conoscere persone fantastiche con cui ho condiviso tutto questo e con le quali sono nate bellissime amicizie.

Sicuramente ho dimenticato qualcosa, ma sono emozioni queste che faccio veramente fatica a esternare perché sono più grandi di me, sono emozioni che ti riempiono cuore e anima, senza limiti, ti lasci trascinare dal loro modo di vivere, da quel “mora mora” che, purtroppo o per fortuna, ormai fa parte di me, ti senti veramente amato, un amore incondizionato, un amore vero e puro.

Spero di tornarci veramente presto e rivedere tutti… il mal d’Africa esiste veramente!madagascar2011 659.jpg - 121.13 Kb

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Impressioni del viaggio in Madagascar del 2013: il diario del gruppo

12 luglio 2013, venerdì , giorno 1 – il viaggio

partenza Milano-Linate 6.55

arrivo Parigi Charles de Gaulle 8.30

partenza per Antananarivo 10.45

Visita all’aeroporto nell’attesa dell’imbarco. Ci hanno raggiunto Valentina e Roberto (gli sposini) e li abbiamo accolti con uno striscione, osservati da tutto l’aeroporto.

Con qualche minuto di ritardo siamo finalmente partiti, (alle 12.15 anziché alle 10.45) per Antananarivo. per passare il tempo abbiamo visto film, giocato, ascoltato musica, anche lirica e mangiato la mini pasta.

Coperte e cuscini non bastavano a scaldarci, infatti a Francesca è venuta la febbre.

Arrivati a destinazione, l’aeroporto sembra un campo profughi: gente che gira per cercare i fogli per i visti, il caos totale.

Recuperati i bagagli andiamo verso un albergo della capitale. Mi aspettavo una capitale diversa, ha un odore strano, come di bruciato, gente in giro per strada anche dopo la mezzanotte.

Sistemate camere e valige andiamo finalmente a dormire dopo il lungo viaggio.

Marika e Veronica

13 luglio 2103 – secondo giorno

Sveglia alle 7, colazione alle 7.30 e poi è iniziata la nostra prima vera giornata in Madagascar. Abbiamo subito imparato ad assaporare la lentezza del tempo, la tranquillità nel gestire imprevisti (come bagagli scambiati, compagne di viaggio febbricitanti, poche ore di sonno).

Eppure è stata una giornata bellissima e intensa. Antananarivo dolce-amara, l’abbiamo scoperta così duttile sin dal mattino, quando siamo stati al mercato per comprare artigianato locale.

Immagini veloci e indelebili, bimbi a piedi nudi e sorridenti, artigiani, colori, borse, strumenti musicali, tele, baobab di tessuto, quadri, ovunque visi e colori.

Poi, il pranzo veloce in quello che in Italia sarebbe definito un “centro commerciale retro”, completamente vuoto. Non avevo mai visto un supermercato vuoto e poi, ti giri, d’improvviso scopri tre bimbi tutti spogliati e a piedi nudi giocare tra gli scaffali e poi scappare via…

La seconda parte della giornata è stata molto importante, per noi in particolare, ci ha spogliato di tutte le nostre banali insicurezze. Quella che abbiamo definito oasi felice di Padre Pedro, è un …..

Smetti improvvisamente di pensare ossessivamente alla piccolezza della tua vita e mille domande corrono veloci, mentre gli occhi rubano ogni cosa.

Non riesco semplicemente a descrivere quello che ho sentito…qualunque tentativo mi sembra riduttivo, per cui mi limiterò ad alcune immagini che sono incise nei miei occhi.

C’è un uomo che parla francese, che vive in Madagascar da moltissimo tempo, con la barba lunga e bianca e gli occhi azzurri seduto su una panchina circondato da moltissimi bambini mentre legge la Bibbia, quello stesso uomo, uomo di Dio, ha cambiato grazie alla sua associazione tenta di cambiare la mentalità di questo popolo bellissimo ma immobile, oppresso, povero, sfruttato.

Con lui ci sono scuole, cave, lavoro, una comunità che partecipa e condivide e costituisce la sua storia. Abbiamo visitato il cimitero che dà frutti…poiché nell’attesa della morte, si coltiva la terra. Abbiamo incontrato bambini spaccare le pietre per aiutare a casa, donne coraggiose, strutture per malati e disabili.

Tutto questo in un clima indescrivibile, poiché questo posto è troppo intenso per essere raccontato così.

La giornata si è conclusa con una cena di condivisione con moltissime persone, bellissime persone, con le quali ci siamo raccontati e scambiate le vite.

Valentina e Roberto

 

14 luglio 2013 – terzo giorno

Dopo una notte passata semi sveglia per colpa delle zanzare, sveglia alle 6.30, colazione alle 7. Caricato le valigie abbiamo dato a Valentina e Roberto il dono di nozze: una candela lavorata, preparata da Sonja, con scritto anche i nostri nomi.

Partenza per la Messa da Padre Pedro, siamo entrati nella palestra pienissima di gente, tantissimi bambini, tutti vestiti a festa. La S. Messa è stata molto coinvolgente, mi avevano sempre detto di queste Messe molto animate ma non vi avevo mai partecipato. Tutti cantavano. I momenti più belli sono stati la consegna del Vangelo, e poi il calice e le ostie consacrate avvenuti tra canti e balli suggestivi.

Anche i bambini con i colori della bandiera hanno cantato e ballato benissimo.

Una cosa che mi ha colpito è stata proprio la partecipazione attiva anche delle persone più anziane. Dopo la S. Messa abbiamo salutato Padre Pedro e siamo partiti per Ambositra.

Al terzo tentativo siamo riusciti a trovare un ristorante per pranzare. Nel frattempo ci siamo fermati a comprare frutta. Abbiamo provato dei lecchi buonissimi e delle patate (sonjo) un po’ meno invitanti ma Padre Giangi ha detto che erano squisite. Lungo la strada ci siamo fermati a salutare delle suore. Dopo un viaggio piuttosto lungo siamo finalmente arrivati all’albergo dove abbiamo cenato con il presidente dell’associazione malgascia.

La cena è stata ottima conclusa con una tisana alla citronella.

Il presidente Michel ci ha ringraziato della nostra presenza all’inaugurazione della scuola domani. Un’ultima riflessione: ovunque si vada le persone ti salutano sorridenti dandoti la mano, non come da noi.

Emilia

15 luglio 2013 – quarto giorno

Sveglia alle 7 con colazione alle 7.30. Oggi il risveglio non è stato poi così tragico, forse perchè ho dormito bene, stanotte.

Dopo la colazione siamo andati a fare una veloce visita al negozio di artigianato, un delizioso negozietto che vendeva orecchini, bracciali, borse che ha risvegliato in noi la parte femminile; l’oggetto che mi ha colpito di più era un camion fatto con materiali riciclati. Dopo una mezz’ora eravamo già partiti per andare all’inaugurazione della scuola. Sono rimasta sorpresa dal fatto che c’era molta gente, e dal fatto che siamo stati subito accolti da bambini, adulti e dalle autorità presenti. Per più di 2 ore si è tenuta l’inaugurazione preceduta dai discorsi di alcune autorità ma anche da balli e canti fino ad arrivare alla benedizione della struttura e al taglio del nastro. Subito dopo siamo stati invitati a mangiare in una delle 3 aule costruite che momentaneamente sono utilizzate come mense. Il pomeriggio l’abbiamo passato scattando foto, soprattutto ai bambini che ridevano ogni volta che gli mostravi le foto. Padre Giangi ci ha fatto vedere dove avevano cucinato il pranzo e dove stavano andando a mangiare i numerosissimi scolari, abbiamo scoperto anche il lavoro dei boscaioli e come fanno il carbone di legna. A metà pomeriggio dovevamo partire per visitare la diga e le fontane donate da UnicoSole, ma ci spiaceva lasciare la scuola perchè avevamo legato con un gruppetto di bambini. Alla diga abbiamo scoperto le risaie e il duro lavoro dei contadini, che ci hanno regalato una pesante borsa di riso per ringraziarci del lavoro fatto dell’associazione e per la nostra visita. Dopo siamo ritornati all’hotel e dopo una doccia calda e la cena si va a dormire, in modo tale da prepararci per l’avventura di domani.

Veronica

16 luglio 2013 – quinto giorno

La giornata di oggi è la giornata degli incontri. Ci siamo svegliati e alle finestre abbiamo visto l’alba che illuminava le risaie. Una colazione veloce e via di nuovo a vivere una intensa giornata malgascia. Dopo aver eseguito il controllo qualità di tutte le statuette del negozio di artigianato ci siamo diretti alla prima scuola da visitare. Lì c’erano tanti bambini ad aspettare ed abbiamo avuto la fortuna di conoscere le loro professoresse che con tanta dignità ci hanno raccontato la loro situazione e le numerose difficoltà che incontrano nelle relazioni con i genitori. Conclusa la visita con qualche foto di rito siamo ripartiti per andare nella casa natale del buon Michel.

Una casa immersa nel verde del Madagascar con una vista sulle perfette geometrie delle risaie. Ad accoglierci troviamo tanta bella gente sorridente e desiderosa di salutarci uno ad uno. Per il pranzo ci siamo ritrovati seduti su delle nuovissime e coloratissime stuoie insieme a persone che raramente si ha la fortuna di incontrare nella vita.

Abbiamo conosciuto, rinominato da  me il Saviano malgascio, un uomo di solidi valori morali che per la sua terra darebbe la vita, cercando con coraggio di svegliare le coscienze di un popolo oppresso. Concluso il pranzo e ringraziata tutta la delegazione dei genitori ci siamo spostati in un’altra scuola. Qui furbamente abbiamo marinato la riunione per giocare con tanti bambini che spuntavano da ogni dove.

Alla fine i più divertiti ma anche i più stanchi eravamo noi. Ritornati in albergo, ci siamo seduti per la cena e abbiamo conosciuto meglio Mamy in una bella cena tra tante risate.

Come dice il buon Michel: “del Madagascar lasciate qui le cose brutte e portate via le cose belle”. Io questa giornata me la porto via tutta, non voglio assolutamente dimenticare la bellezza con cui le persone pregano (che mi fa quasi invidia), la capacità di donarsi e di donare più di quello che hanno e la dignità con cui fanno tutto questo.

Roberto e Valentina

17 luglio 2013 – sesto giorno

Eccoci qui! Finalmente mi sono ripresa e la febbre è passata (speriamo!). Oggi è stato un giorno molto intenso. Sveglia ore 4 e colazione ore 4.30 e poi pronti via siamo partiti sul nostro pulmino per Fianara. Dopo un’abbondante colazione a base di baguette con miele e marmellata. Dopo pochi minuti dalla partenza avevamo già voglia di ritornare sotto le coperte, visto l’orario, il buio e il freddo. Ma tutto ciò era impossibile e dovevamo ripartire per una nuova avventura. Cercavamo di addormentarci ma la guida non molto “mora mora” di Haja e la strada non ben asfaltata non ce lo ha permesso.

Arrivati a Tsarafidy ci siamo divisi in 2 gruppi. Il primo è andato insieme a Giangi fino alla sorgente  e gli altri, tra cui io e Veronica, siamo andate con Michel a controllare i nove rubinetti delle fontane che sono state costruite nei villaggi vicini. La cosa che mi ha colpito maggiormente erano i bimbi e la gente del villaggio che non appena arrivavamo ci venivano incontro e ci osservavano, ci guardavano con occhi stupiti, forse per il colore della nostra pelle o forse dai troppi vestiti che noi avevamo. Appena scattavo foto alla fontana subito accorrevano per vedere come era venuta e si divertivano a mettersi in posa e a farsi scattare foto.

Dopo il controllo qualitativo dei rubinetti (ce n’erano due che perdevano) siamo tornate al pullman. Raggiunti gli altri abbiamo pranzato nel villaggio insieme al sindaco e ad altre persone e dopo una “breve” riunione di Giangi e Elide con i responsabili delle fontane siamo partiti a piedi per andare a visitare un’altra scuola. Dopo aver visitato le due aule funzionanti siamo rimasti fuori a giocare e scattare ancora foto con i bimbi che nel frattempo ci avevano raggiunto.

Ecco, quello che mi colpisce sempre di più ogni volta che vedo un bimbo di qui è che ti osserva ma non ti giudica, ti guarda  e quasi non osa dirti nulla. Ti guarda con questi occhioni neri e quei denti bianchi circondati da un sorriso infinito e unico che non sai mai come ripagare. Loro sono unici come è unica la loro dignità!

Alla fine siamo ripartiti siamo giunti fino qui a Fianara in questo bell’hotel che ci accompagnerà per un paio di notti.

Francesca

18 luglio 2013 – settimo giorno

Stamattina dopo una buona colazione andiamo da Padre Maurice che ci aspetta a Soanierama per farci vedere le attività.

Sono in ansia, giro con il blocco per gli appunti perchè per me che parlo tedesco la confusione delle lingue è il massimo: italiano, francese, malgascio!

Cercherò qualcuno del gruppo che mi aiuti.

Ci aspettano i ragazzi universitari che ospita nelle casette affittate, gli studenti delle scuole superiori e alcuni bimbi della casa famiglia.

Padre Maurice mi colpisce positivamente per la sua capacità di affrontare a situazione cercando di coinvolgere gli altri a fare delle cose utili. E’ bello vedere i ragazzi impegnati a utilizzare il loro tempo libero in attività che consentono loro di realizzare qualche soldo.

Mi piace molto la soluzione che hanno trovato per chiudere i sacchetti con le crocchette: con un lumino a petrolio e tanta pazienza! Il tecnico presente ci presenta i prodotti che preparano con l’olio essenziale di ravitsara che distillano a villaggio.

Andiamo poi alla casa famiglia a fare il bucato: tutti i componenti del gruppo con una vaschetta si impegnano a  lavare le proprie cose.

Dopo il pranzo ritorno con Padre Colombi alla casa famiglia per preparare gli oggetti da portare all’inaugurazione a Ihosy, Dopo le 16.30 partiamo finalmente per Ihosy: il viaggio è lungo e faticoso e l’albergo che ci ospita non è un gran che. Siamo però tanto stanchi che riusciamo comunque a dormire.

Sonja e Massimo

19 luglio 2013 – ottavo giorno

Oggi sveglia presto per l’inaugurazione del pollaio di Ihosy. Come da tradizione, c’è prima di tutto il sacrificio del bue a cui noi abbiamo partecipato, mantenendo un po’ le distanze. Successivamente c’è stata la Messa, ricca di canti ed emozioni sempre uniche qui in Madagascar.

Dopo il pranzo abbiamo visitato il carcere, una vera e propria prigione, diversa da quella italiana. Abbiamo distribuito maglie e pantaloni a quelli più bisognosi e loro si sono sentiti subito meglio, si vedeva una traccia di gioia nei loro occhi.

Una cosa di cui possiamo ritenerci davvero fortunati è che almeno noi a fine giornata, a differenza dei carcerati ma anche di molte persone qui, troviamo un letto caldo e accogliente e abbiamo la possibilità di farci una doccia calda.

Marika

 

20 luglio 2013 – nono giorno

“Dividere e condividere”

La prima settimana di viaggio si conclude oggi e inevitabilmente si apre la seconda settimana. Ho cercato una parola che racchiudesse il senso di questi giorni e ne sono spuntate due “dividere e condividere”. Credo siano il risultato delle sensazioni provate in queste ore…grazie alle innumerevoli esperienze vissute…tra tutte la capacità di condivisione e divisione di questo popolo che a noi manca anche come gruppo.

E allora la giornata di oggi, queste 48 ore, oltre che a permetterci di dormire comodamente, mangiare decentemente e passeggiare allegramente, in realtà ci hanno messo nella condizione di dividerci più intimamente gli spazi, il cibo, la stanchezza e di condividere le nostre vite. In realtà questo è ciò che più di tutto è mancato in questa settimana. Ci siamo frettolosamente immersi nella cultura malgascia prima di immergerci uno nella vita dell’altro. faticosamente oggi è stato fatto mentre si passeggiava, ascoltava la guida, si scattavano foto, si ammiravano i colori crudi di questa misteriosa isola.

Di oggi mi porto via delle belle risate, la chiacchierata con Emilia, l’unità di Massimo, l’intercalare di Francesca, la dolcezza di Sonja, le risate di Haja, la spensieratezza di Veronica, la gioiosità di Marika, la bellezza di cercare Dio nelle cose che viviamo di Roberto, l’allegria di Giangi sul pulmino.

PS: Pregare stretti, stretti in malgascio è potenza pura!!

Valentina e Roberto

 

21 luglio 2013 – decimo giorno

Questa mattina abbiamo terminato di dire le nostre impressioni sulla prima settimana. Per tutti i primi giorni sono stati pesanti. L’impatto con la realtà è stato forte più di quello che pensavo. Dopo colazione ci siamo trasferiti nella casa famiglia. Abbiamo partecipato alla S. Messa celebrata da Padre Gianluigi, Padre Maurice e Padre Jean Debré; i ragazzi delle case hanno animato la celebrazione con canti e balletti e anche noi vi abbiamo contribuito con due canti. alla fine i ragazzi di terza media e dell’ultimo anno delle superiore, che il mese prossimo sosterranno gli esami, sono stati benedetti dai tre padri con l’imposizione delle mani.

Dopo tutte queste benedizioni ho pensato saranno per forza tutti promossi.

A seguire c’è stato il pranzo tutti insieme e poi i ragazzi ci hanno intrattenuto con canti e balli simpatici e divertenti. Io e Veronica abbiamo finalmente conosciuto il ragazzo che da anni sosteniamo negli studi. Più che emozione ho provato tanta felicità anche se il sostegno va comunque a tutti i ragazzi. Abbiamo preso possesso delle nostre camere e alla sera con Sonja e Elide abbiamo preparato la cena. Io ho impastato il pane con il lievito madre perchè vogliamo insegnare a farlo anche a loro. Dopo cena abbiamo salutato i ragazzi che domani mattina partono per le vacanze con il canto degli scout. Un canto che mi ha emozionato perchè lo conosco da quando ero bambina ma era tanto tempo che non lo cantavo più. Abbiamo avuto poi una splendida sorpresa: i ragazzi ci hanno consegnato un regalo per ognuno di noi. Come sempre la loro generosità e la loro accoglienza mi lascia senza parole. Massimo ha regalato ai ragazzi un pallone che è stato molto gradito. C’ è stato un angolo adibito a salone acconciature dove a Francesca e Marika sono state fatte le famose treccine, Veronica è rimasta solo all’inizio dell’opera ma terminerà domani.

Ecco un altro giorno è passato e mi ha fatto scoprire ancora cose nuove e nuove emozioni.

Emilia

22 luglio 2013 – undicesimo giorno

Oggi gran giorno di pulizia; al mattino ci siamo dedicati a pulire la casa famiglia, chi puliva i bagni e chi sistemava un ripostiglio. Ancora una volta abbiamo trasformato un semplice mattino in un turbine di attività, tra risate, canti e chiacchiere che ci hanno portato a conoscerci di più. Pasta con tonno era il pranzo di oggi, uno squisito pasto sfornato dalle cuoche “mamme”. Subito dopo pranzo siamo partiti per una piantagione di tè, che ci ha portato a numerose conoscenze: dalla pianta di tè al buon tè che beviamo ogni giorno. Al ritorno piccoli problemi meccanici, non è bastato che si fermasse una prima volta la macchina anzi ben due, che la seconda ci ha pure preoccupati di più, visto che con una manovra sbagliata una gomma è finita in un canaletto in parte alla strada. Panico…Una folla si è subito avvicinata per aiutarci e mi sono stupita da quest’ultimo fatt,o ma ci sono rimasta male quando i nostri cosiddetti “supereroi” volevano i soldi; semplicemente non me l’aspettavo, ma tutto è bene quel che finisce bene!

PS: far controllare il pulmino ad Haja prima della grande partenza.

Veronica

 

23 luglio 2013 – dodicesimo giorno

Sveglia presto, colazione, taxi brousse trasformato in jeep, pioggia, strada asfaltata, zebù, tanti zebù, mercato, padre Maurice, il chimico, il fotografo, strada non più asfaltata, buche, tante buche, pietre preziose, la roulette, le banane fritte, le bandiere, l’alambicco, la pioggia fitta, i colori, tanti colori, le biciclette, qualche caduta, l’arrivo, le scuole malandate, un due tre stella, qualche raggio di sole, le trottole, le battaglie, il pranzo, il riso, il riso più buono del Madagascar, le passeggiate accerchiati, i doni, le preghiere, il ritorno, il buio, i musicisti, il rosario italo-malgascio, il pane di notte, due piatti di pasta e tonno, la citronella e poi la parte più bella della giornata, noi di fronte ai ragazzi, ci siamo ascoltati, ci siamo parlati, ci siamo guardati.

Si è creata confidenza, abbiamo pregato ma soprattutto abbiamo imparato. La chiave di questa giornata è tutta in una frase di un ragazzo della casa famiglia. “Se siamo uniti siamo come la roccia, se siamo divisi siamo come la sabbia”.

 

24 luglio 2013 – tredicesimo giorno

Come sempre la sveglia suona prestissimo e poi pronti via per un’altra giornata. Lungo il tragitto ci siamo fermati a vedere una fabbrica di mattoni, i cui dipendenti erano principalmente bimbi. Bimbi malgasci di tutte le età che trasportavano sulla testa chili e chili  di mattoni senza dir nulla. Questo è quello che da noi potremmo definire “sfruttamento minorile”. Dopo questa piccola sosta ci siamo fermati a vedere come lavorano e ricavano pietre da sassi enormi. C’era una donna incinta che non si faceva problemi a rimanere sotto il sole a spezzettare e ridurre in piccole parti i sassi. Infine siamo arrivati al villaggio natale di René. E’ stato il più bel villaggio che ho visitato, organizzato, ben tenuto, con un’accoglienza unica. Dopo aver benedetto la casa di René abbiamo pranzato tutti insieme in una stanza insieme ai più veterani del villaggio. Dopo la riunione ho potuto conoscere la mamma e il papà di Clovis, il bimbo che vorrei aiutare dall’Italia. Due persone molto umili che mi hanno augurato tanta felicità. E’ stato davvero molto emozionante.

Giunti al termine della giornata  ci siamo preparati a ripartire verso casa. Lungo il tragitto abbiamo avuto una breve sosta con due gendarmi malgasci, che dopo una serie di discussioni e incomprensioni ci hanno lasciato ripartire. Giunti sani e salvi a casa abbiamo cenato tutti insieme.

Francesca

25 luglio 2013 – quattordicesimo giorno

Oggi mi sono alzata un po’ più tardi, così da poter fare con più calma la doccia. Poi ho lavato i panni, ho messo l’acqua per il tè e con Massimo abbiamo preparato la tavola per la colazione. Malgrado ci fosse più tempo i ritmi sono sempre intensi. Alle 10 ci siamo incontrati con padre Maurice nella sua casa famiglia, vicino a noi. In questa casa, i giovani studenti, vivono e sperimentano quello che imparano a scuola.

Nel cortile infatti c’era un taxi brousse che i ragazzi cercavano di sistemare.

C’era l’orto curato, per richiamare le loro origini, le loro terre, i loro villaggi. Elide e Padre Maurice hanno parlato molto dell’organizzazione della casa e il Padre è stato puntuale nel condividere la documentazione dei ragazzi con il nostro presidente. Subito dopo, io ed Emilia, abbiamo preparato il pranzo. E successivamente c’è stato modo di occuparci  delle nostre cose mentre Massimo giocava con i ragazzi.

Emilia ha spiegato ai ragazzi come fare il pane, il dolce e la pizza. Dopo un po’ di riposo abbiamo preparato la cena. Prima di mangiare abbiamo condiviso la santa Messa con le Associazioni, il Presidente, Hanitra e tutti i ragazzi. La cena è stata importante perchè è stato un momento di scambio. Noi abbiamo cucinato pasta e dolci per loro (Veronica ha preparato deliziose meringhe per tutti!) e loro hanno cucinato riso, legumi e carne per noi.

Sonja

26 luglio 2013 – quindicesimo giorno

Sveglia presto per salutare Elide, grande punto di riferimento per tutto il gruppo, sempre disponibile e sempre presente.

Giornata ricca di imprevisti: cominciando con il ritardo della partenza di Elide, senza auto e senza autista per portarla all’aeroporto. Cambi di programma all’ultimo minuto.

Al pomeriggio giro al mercato: dei “Vasaha” immersi in un altro mondo, in un’altra cultura, in cui non si passa inosservati.

La serata si conclude con una chiacchierata con i ragazzi della casa, sempre disponibili ad ascoltare noi e noi loro.

Questo secondo me è il momento più bello della giornata, dove due culture e due realtà si mescolano, si confrontano, e condividono diversi aspetti, restando però su un’unica idea: siamo tutti essere umani.

Marika

27 luglio 2013, sedicesimo giorno

Primo giorno senza Elide. Oggi tocca a Valentina stare a letto, così fa compagnia a Massimo che si sta rimettendo in  forma. Oggi si prevede un programma intenso per i sopravvissuti. Prima tappa: negozio di materassi, poi un piccolo rifornimento di cibo e poi si parte per far visita a un acquedotto e poi una scuola media in un villaggio poco distante da qui. Siamo rimasti a bocca aperta nel sapere che di 16 fontane solo alle prime 4 arriva l’acqua. Insieme al sindaco non abbiamo fatto altro che metterci in azione e trasformarci in investigatori. La scoperta è stata amara, abbiamo visto 2 fontane con rubinetti rotti, da quelle fontane scorreva senza sosta l’acqua, cosa molto preziosa in tutto il mondo e sprecata qui, in un posto dove non capiscono il grande valore di questo elemento.

Con molto dispiacere abbiamo dovuto convocare una riunione per il pomeriggio. Finalmente  poi abbiamo raggiunto l’ultima tappa, una scuola media, accolti dai ragazzi di terza che devono fare l’esame, abbiamo partecipato alla riunione sull’andamento scolastico. Subito  dopo aver pranzato siamo ritornati indietro, in quel piccolo villaggio ricco d’acqua. Dopo un’ora circa di riunione con il sindaco, il manutentore delle fontane e il popolo, Padre Giangi ha deciso di chiudere l’acquedotto, armato di attrezzi e torce insieme a Roberto e a 3 uomini del villaggio sono partiti per l’acquedotto rientrando dopo il tramonto. La giornata è quasi finita, ritornati a casa ci siamo preparati per la grande festa con i ragazzi della casa famiglia, festeggiando così anche il compleanno del primogenito di Haja e Hanitra, in anticipo, visto che domani Haja parte con noi per Manakara. Dopo canti e risate, io e Marika ci avviamo per il nostro “farafara” (letto) perchè siamo stanche.

Veronica

28 luglio 2013 – diciassettesimo giorno

“Restiamo umani” è una delle affermazioni/citazioni che preferisco. Arrigoni, un noto reporter italiano, ucciso in Medioriente qualche mese fa, ne ha fatto un libro. Don Gallo ne ha fatto uno stile di vita. Ieri, faticosamente cercavo umanità tra di noi ma non l’ho trovata.

Dopo la partenza, la foresta, i lemuri, il viaggio, i paesaggi incredibili, diversi, sempre in trasformazione, le foto, le aspettative (troppo alte, a mio parere), ecco Manakara.

Polvere, sabbia, miseria, fatica, tanta fatica. Un albergo, un bungalow, le zanzare, l’acqua non funziona, il bagno è sporco, difficoltà ad adattarsi.

Il desiderio condiviso di andare via, che per un motivo chi per un altro, io….perchè continuo ad aspettarmi un po’ di umanità. Ceniamo bene, spendendo un euro a testa, basta la rete wi-fi per farci sentire “vivi”.

Prego molto prima di addormentarmi, cercando di scavalcare le superficiali difficoltà chiamate comodità. Prego affinchè sia capace di guardarci con occhi migliori, diversi.

Haja resta la nostra risorsa, spontaneo e vero come nessuno.

Sono felice di vedere il mare e respirarlo a pieni polmoni, questo sì che mi fa sentire a casa.

Valentina

29 luglio 2013 – diciottesimo giorno

La giornata inizia in un clima un po’ turbolento, l’hotel ci ha un po’ deluso soprattutto per l’igiene dei bagni. Mentre andiamo finalmente verso il mare cerchiamo di raggiungere un accordo sul da farsi. Mare, sabbia, vento, onde, sole, finalmente! ci sdraiamo e così torna il sereno ed anche la soluzione del problema: domani mattina ci trasferiamo nei bungalow qui sulla spiaggia.

Pranziamo in hotel e al pomeriggio intorno alla piscina recuperiamo il rapporto tra noi.

Una bella chiacchierata con Valentina, poi tutti insieme l’aperitivo, la cena. Abbiamo avuto modo di conoscerci meglio ognuno con le sue qualità e abitudini a volte contrapposte ma alla fine prevale l’unione.

Emilia

 

30 luglio 2013 – diciannovesimo giorno

Oggi ci siamo trasferiti vicino al mare, in graziosi bungalow per godere a pieno della spiaggia.

Qui c’è un ristorante a palafitta proprio sulla spiaggia. pranziamo qui, pesce appena pescato, un’idea sorpresa di Emilia. E’ tutto molto buono.

Abbiamo parlato liberamente rispetto a questo viaggio. Ci siamo scambiati confidenze sulle cose positive e su quelle negative.

E’ stata una giornata di riposo e calma. Abbiamo cenato nuovamente al ristorante palafitta sul mare e dopo ottime Ceres alle 21.00 siamo andati a dormire.

Sonja

31 luglio 2013 – ventesimo giorno

Giornata divisa tra mare e viaggio. Questa mattina ci siamo svegliati di fronte all’Oceano Indiano, dopo una ricca (in tutti i sensi) colazione abbiamo fatto una lunga passeggiata in riva al mare. Ci siamo gustati il sole per l’intera mattinata e verso mezzogiorno dopo aver fatto rifornimento di pane, acqua, cocco e banane siamo partiti. A Manakara ho mangiato il cocco più buono della mia vita.

Nel viaggio abbiamo attraversato tanti villaggi, ognuno con caratteristiche diverse, chi aveva piantagioni di banane, chi seccava il caffè sulla strada, chi vendeva il cor de sol.

Ma quelli di sicuro più originali sono stati quelli che vendevano delle borsette con dentro delle piccole aragoste insieme a viscide anguille.

La bellezza di questi giorni è nell’aver conosciuto meglio Haja e di esserci scambiati le nostre conoscenze, esperienze e le nostre culture.

Roberto

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