da padre Giangi – mail del 29 gennaio 2014

Da:      Giovanni Colombi   (giangi.colombi@gmail.com) 29-gen-2014 21.32 
A:       unicosole@googlegroups.com
 

Viaggio in Madagascar nel mese di luglio

  
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                        come va? Un grande saluto a tutti voi, pensandovi sempre in buona salute. Da qualche giorno sono calati i prezzi dei biglietti aerei per il Madagascar. Chi desidera partecipare il prossimo mese di luglio alla visita in Madagascar è  il momento  propizio per prenotare.
Il secondo viaggio di quest’anno avrà luogo dal 19 luglio all’8 agosto con il solito volo da Parigi con l’Air France: io ho prenotato nei giorni scorsi. Chi desidera fermarsi solo due settimane il biglietto costa ancora meno e cioè 1088 euro. Un caloroso saluto e seminate sempre a larghe mani la pace e l’amore
Giangi

Madagascar: finalmente in carica neo-Presidente, tra dubbi e speranze

http://www.lastampa.it/2014/01/23/blogs/voci-globali/madagascar-finalmente-in-carica-neopresidente-tra-dubbi-e-speranze-s4t5BJrOPFaC4jSqVg3lsL/pagina.html

LA STAMPA, 23 gennaio 2014

traduzioni di e. intra e s. gliedman

 

La Corte elettorale speciale (CES) ha finalmente sancito la vittoria di Hery Rajaonarimampianina, il candidato che gli avversari dicono essere manovrato dall’ex Presidente del governo di transizione Andry Rajoelina.

Il CES ha smentito le accuse di brogli, negando un nuovo spoglio richiesto da Jean-Louis Robinson, uscito sconfitto dal secondo turno, tenutosi lo scorso dicembre. Questa decisione ha riacceso la speranza di un ritorno alla pace e di un futuro democratico.

Secondo i conteggi riportati dal Madagascar Tribune , Rajaonarimampianina avrebbe conquistato appena il 25 per cento dei voti totali.

Sono comunque in molti a interrogarsi sulla trasparenza del voto, atteso con trepidazione per ben quattro anni, e sul significato dei risultati per il futuro del Paese.

Le irregolarità rilevate nel giorno delle elezioni, e documentate tramite Andrimaso e Zahavato (due sistemi di monitoraggio gestiti dai cittadini), non sono state ritenute sufficienti per invalidarne i risultati.

Rimangono comunque in ballo questioni preoccupanti, che risalgono al periodo pre-elettorale, e precisamente l’esclusione dalla lista dei candidati del Presidente deposto Marc Ravalomanana, di sua moglie Lalao Ravalomanana, dell’ex presidente Didier Ratsiraka nonché dell’artefice del golpe del 2009 Andry Rajoelina.

Didier Ratsiraka e Lalao Ravalomanana sono stati esclusi sulla base della residenza, trovandosi in esilio rispettivamente in Francia e Sud Africa, senza alcuna possibilità di rientrare nel Paese.

Andry Rajoelina ha rinunciato alla propria candidatura all’ultimo minuto. Sul sito dell’ ONG Verified Voting si legge:

«Il tribunale ha stabilito che né Ravalomanana né Ratsiraka possiedono i requisiti di residenza fisica per la candidatura. Ravalomanana vive in esilio in Sud Africa, mentre Ratsiraka non è mai rientrato in via permanente nell’isola dopo essere fuggito in Francia nel 2002.

Sempre secondo il tribunale, Rajoelina non avrebbe registrato la propria candidatura entro il periodo stabilito. In gennaio aveva dichiarato di non volersi candidare, per ripensarci a maggio per contrapporsi alla candidatura di Lalao Ravalomanana che ‘era da considerarsi equivalente a quella del marito’.

La Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale, aveva chiesto che sia Ravalomanana che Rajoelina rinunciassero alla candidatura per il bene del Paese. Il primo si è ritirato a dicembre, e altri cinque candidati sono stati rimossi dalla lista».

A novembre inoltre è stata passata una legge che consentiva a Andry Rajoelina di appoggiare la campagna di Hery Rajaonarimampianina, eliminando l’obbligo per gli ex presidenti di mantenersi neutrali. Un blogger malgascio avanza l’ipotesi che Rajoelina abbia anche influenzato la scelta dei candidati alle parlamentari tenutesi in contemporanea con le presidenziali:

«È il candidato virtuale e onnipotente di queste elezioni, la sua ombra si allunga sia sulle presidenziali che sulle parlamentari. Parlo ovviamente di Rajoelina, che ha sostenuto Rajaonarimampianina durante il secondo turno delle presidenziali, per poi sfornare anche 117 candidati per le parlamentari. No, non sta violando la legge perché l’ha cambiata per l’ennesima volta a suo favore. È grazie a questa che Andry Rajoelina può accompagnare i candidati in giro e comparire sui materiali delle campagne. Si è liberato dal dovere di neutralità e dall’obbligo di discrezionalità indicato dalla Road Map concordata».

Vi sono poi alcuni segnali che Andry Rajoelina possa tentare la scalata a Primo Ministro, un po’ come ha fatto Vladimir Putin durante l’amministrazione Medvedev, una mossa che renderebbe prematura la dichiarazione che il Madagascar sta tornando sulla strada della democrazia, come spiega un articolo di Tsimok’i Gasikara .

Non sono poi altri eventi strani. A cominciare dall’inspiegabile aggiunta, tra il primo e il secondo turno, di 140.000 elettori alla lista elettorale. Sorge quindi spontanea la domanda, a quanti elettori sono stati invece negato il diritto al voto?

Altro problema sono state le origini torbide dei fondi elettorali. La legge non regola i finanziamenti per la campagna, e il denaro è piovuto da ogni parte. Per comprendere l’assurdità, c’è da sottolineare che oltre il 90 per cento della popolazione del Madagascar sopravvive con meno di due dollari al giorno – mentre voci sostengono che Rajaonarimampianina abbia  speso 43 milioni dollari.

Notoriamente, un altro candidato, Camille Vital, ha visto bloccare al porto di Toamasina ben 350 SUV che gli erano state regalate. Dopo le elezioni, a Vital, ex primo ministro di Rajoelina, che ha appoggiato Robinson al secondo turno, è stato vietato di lasciare il Madagascar. Ancora una volta, un altro segno preoccupante che la democrazia non è pienamente arrivata nel Paese, come dettaglia la testata online Malango. E un’analisi di All Africa sintetizza così la frustrazione dei cittadini:

«La gente potrebbe anche essere stanca delleinterminabili dispute politiche. A conferma di ciò, e della disillusione del popolo verso l’attuale leadership, è la bassa affluenza registrata alle urne durante le elezioni di dicembre, poco più del 50%.

Paul-Simon Handy, capo della Divisione sulla Prevenzione dei Conflitti e Analisi di Rischio, spiega che la scarsa partecipazione elettorale al secondo turno ricorda un fenomeno accaduto anche in altri Paesi dove l’elettorato era stanco delle lunghe diatribe politiche.

‘Per quanto i cittadini vogliano un governo legittimo, ne hanno abbastanza delle controversie politiche e vedono gli attuali candidati come il riciclo della solita stessa élite politica’».

Intanto il giorno dopo la proclamazione ufficiale dei risultati, Robinson ha subito invitato i cittadini alle proteste:

@MSondage: Robinson invita a una grande manifestazione domani a Magro! E vuole confronto sui risultati.

Tutti gli occhi sono insomma puntati su Rajaonarimampianina per vedere se, e come, intende onorare la sua promessa elettorale di ripristinare la stabilità, lavorando insieme al popolo per risollevare il Paese e farlo uscire dalla povertà.

da Padre Giangi – mail del 25 gennaio 2014

Da: Giovanni Colombi   (giangi.colombi@gmail.com) 25-gen-2014 23.27
A: unicosole@googlegroups.com
 
 
dscn4648.jpg - 263.89 KbCarissimi,

come state? Vi spero tutti bene. Con grandissima gioia vi annuncio che questa mattina è nato il secondogenito nella famiglia dei nostri cari amici e soci Paolo e Maria Manconi. Il bimbo è nato a Malta e si chiama Matteo. Per chi non lo sapesse, anche il nostro Vicepresidente  Domenico con Cinzia sono nella dolce attesa di due gemelli. Auguroni da parte di tutta l’associazione affinché la vita vinca sempre e ci sia sempre posto per qualcuno nelle nostre giornate, con affetto, buona domenica e vi accompagno con la mia preghiera
Giangi

Madagascar: le sfide che attendono il nuovo presidente



Il Madagascar ha un nuovo presidente. Ad annunciarlo la Corte Elettorale speciale di Anatananarivo. Il servizio di Giulio Albanese:RealAudioMP3

Si chiama Hery Rajaonarimampianina: è il nuovo presidente del Madagascar. Lo ha annunciato ieri la Corte Elettorale speciale (CES), dopo aver esaminato i ricorsi presentati dal suo avversario, Robinson Jean Louis, che aveva chiesto l’annullamento del voto per frodi e irregolarità. Cinquantacinque anni, ex ministro delle finanze e delfino del suo predecessore Rajoelina, che aveva preso il potere nei primi mesi del 2009 a seguito di un colpo di stato, Rajaonarimampianina ha ottenuto al ballottaggio il 53,49% dei voti. In campagna elettorale ha parlato di aiutare i disoccupati, costruire nuove infrastrutture per l’agricoltura, riformare il sistema dell’istruzione e rafforzare i meccanismi democratici del paese. La sfida più importante è comunque quella di ristabilire un rapporto di fiducia con gli investitori stranieri e rilanciare la disastrata economia malgascia.

Ultimo aggiornamento: 20 gennaio

Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/01/18/Madagascar:%20le%20sfide%20che%20attendono%20il%20nuovo%20presidente/it1-765067
del sito Radio Vaticana

da Padre Giangi – Grazie a Roberto e Valentina

matrimonio_valentina_e_roberto_monastero_subiaco_6.07.13.jpg - 171.45 KbDate: Wed, 8 Jan 2014

Subject: Re: Bonifico Raccolta fondi 3 Gennaio
From: giangi.colombi@gmail.com
To: rob.arceri@

Carissimi Roberto e Valentina,

                                                      con cuore colmo di gioia desidero ringraziare voi, i vostri genitori e nonni per l’accoglienza calorosa che ci avete riservato a me, Marika, Francesca e Yuri a Pomezia quando siamo venuti per la festa del 3 gennaio. Ci avete accolto nelle vostre case come fratelli e sorelle e ci avete fatto conoscere i tanti amici che avete coinvolto nell’avventura della festa per il Madagascar. Questo è il più bel segno che che le vostre famiglie sono unite e quando decidete qualcosa tutte ci sono con la loro partecipazione attiva. Ringraziate tutti indistintamente per l’apertura del cuore, la condivisione dei progetti e la partecipazione non solo alla serata ma in svariati altri modi all’iniziativa che avete proposto. E tutto questo ha permesso un grande risultato che nessuno di noi si aspettava. Grazie, grazie, grazie anche a nome di tutta l’associazione UnicoSole-Onlus e sopratutto dei ragazzi e famiglie in Madagascar che usufruiranno dei progetti che abbiamo in corso in questo nuovo anno 2014. Vi accompagno con il mio grande affetto e la mia preghiera per tutti voi, parenti e amici che hanno partecipato con entusiasmo alla festa con affetto 
P. Giangi Colombi

Un voto contro l’ Occidente? La denuncia della moglie dell’ex presidente

Vi proponiamo un articolo pubblicato il 2 gennaio su L’Indro che commenta il risultato del ballottaggio delle elezioni presidenziali.

 

Henry Rajonarimampiamina, il candidato alle Presidenziali supportato dal Presidente ad interim Andry Rajoelina ottiene il 52,23% dei voti mentre il suo rivale, Jean Louis Robinson supportato dalla famiglia del Berlusconi d’Africa, l’ex Presidente Mark Ravalomanana si attesta al 47,77% delle preferenze. Questi sono i risultati parziali del secondo turno svoltosi il 20 dicembre 2013 relativi al 66% dei seggi. I risultati definitivi dovrebbero confermare la vittoria di Rajonarimampiamina.

Gli osservatori stranieri tra cui quelli dell’Unione Europea e dell’Unione Africana, concordano nel definire le elezioni libere e trasparenti, appellandosi ai candidati a rispettare l’esito elettorale.

Una raccomandazione forzata dalla necessità di offrire una stabilità nella più grande Isola-Stato africana ex colonia francese, che blocca i tentativi del candidato preferito dall’Occidente, Robinson, di dichiarare nullo il voto.

In realtà non è stato il candidato perdente ma Lalao Ravalomanana (moglie del ex Presidente in esilio Mark Ravalomanana) ha depositare presso la Corte Elettorale Speciale una denuncia di elezioni fraudolente, supportata da un esperto giuridico inglese Brian Currin, confermando senza ombre di dubbi la Soluzione Putin scelta dai principali attori politici del Madagascar esclusi dalla competizione elettorale per poter governare indirettamente il paese.

Il 27 dicembre scorso la signora Ravalomanana ha indetto una conferenza stampa rivendicando l’analisi approfondita dei processi verbali e la metodologia utilizzato per lo spoglio delle schede, affermando di possedere inconfutabili prove di brogli elettorali a favore di Rajonarimampiamina.

La Comunità Internazionale, nell’accettare i risultati elettorali e appellandosi al loro rispetto, intende evitare il confronto politico  post elettorale tra Dider Ratsiraka (l’uomo forte del regime durante gli anni Sessanta ed Ottanta) e il giovane imprenditore Mark Ravalomanana sorto dalle contestazioni dei voti del 2001. Uno scontro che paralizzò nel 2002 il paese per sette mesi fino a quando l’esercito, storico ago della bilancia in Madagascar, decise di appoggiare Ravalomanana.

Dopo sette anni di mandato Ravalomanana fu estromesso dal potere e costretto all’esilio in Sud Africa dal Sindaco di Antananarivo, la capitale, ed ex DJ: Andry Rajoelina, alla guida di un movimento popolare, supportato dall’esercito, sorto agli inizi del 2009 contro la politica ultra liberale del Presidente.

Nel marzo 2009 Rajoelina fu dichiarato dalla Corte Suprema Presidente del governo ad interim con il compito di portare il paese a nuove elezioni. Nel 2010 Rajoelina fece approvare la nuova Costituzione attraverso un referendum, fondando la Quarta Repubblica e rafforzando il sostegno alla democrazia e al multi partitismo.

L’ascesa al potere di Rajoelina era un diretto attacco agli interessi economici dell’Occidente (sopratutto Francia) e del Sud Africa, i principali attori delle pesanti sanzioni economiche contro il Madagascar come forma di pressione per costringere il Presidente ad interim a dimettersi.

Questa manovra che rientra in un vero e proprio complotto ai danni di un paese sovrano, ha annullato i tentativi di Rajoelina di normalizzare il paese, assicurare una ripresa economica e diminuire le ineguaglianze sociali. Il Madagascar ha subito un progressivo deterioramento economico che ha raggiunto le allarmanti condizioni di vita attuali: 56% della popolazione che vive sotto la soglia di povertà (2 dollari al giorno), quattro milioni di Malgasci che soffrono di sotto alimentazione e il 50% dei bambini di malnutrizione. L’economia è collassata mentre la criminalità, spesso indotta da un lavoro di intelligence straniere in collaborazione con le forze ancora fedeli al ex Presidente, aumentata. Durante il Governo ad Interim sono stati tentati tre colpi di stato.

Le possibilità del candidato Robinson e dei suoi padrini di poter annullare le elezioni o di creare una situazione simile a quella del 2002 sembrano esigue. Oltre alla Comunità Internazionale anche l’esercito malgascio non sembra disponibile a mettere in discussione il processo elettorale.

La vittoria di Henry Martial Rajonarimampiamina Rakotoarimanana rappresenta la volontà degli elettori Malgasci di chiudere il capitolo di instabilità economica e politica che dura da 12 anni, preferendo la politica social democratica di Henry a quella ultra liberale del suo avversario, memori che il periodo del Berlusconi Africano coincise con l’aumento della povertà, il rafforzamento delle diseguaglianze sociali e la svendita di importanti settori economici alle multinazionali estere, comprese le terre rubate ai piccoli coltivatori per donarle a ditte agroalimentari straniere per la produzione di biocarburanti e prodotti alimentari destinati all’esportazione in Europa e Asia.

La vittoria è anche una conferma indiretta dell’apprezzamento del lavoro svolto dal Presidente ad interim Rajoelina, nonostante le critiche e i continui boicottaggi internazionali.

Attualmente il primo obiettivo è quello di evitare uno scontro sociale e politico che farebbe sprofondare il paese. Con l’appoggio dell’esercito il raggiungimento di questo obiettivo dovrebbe essere assicurato nonostante che alcuni settori della società civile temono un colpo di mano da parte del ex Presidente Ravalomanana tramite alcuni settori delle Forze Armate ancora a lui fedeli.

Superati questi rischi Henry Rajonarimampiamina dovrà impegnarsi nella difficile opera di ricostruzione dell’economia nazionale scontrandosi contro le multinazionali francesi, sud africane e asiatiche che ancora operano nel paese. Miglioramenti tangibili del tenore di vita della popolazione sono obbligatori. I 3.468.147 elettori che non hanno partecipato al secondo turno, pari al 49,36% del totale degli aventi diritto al voto, rappresentano una seria base di malcontento popolare qualora le promesse di sviluppo e ripresa della stabilità sociale non fossero mantenute.

Fulvio Beltrami
Giovedì 2 Gennaio 2014

http://www.lindro.it/politica/2014-01-02/113664-un-voto-contro-l-occidente

Hery Rajaonarimampianina è il nuovo presidente del Madagascar

 

Hery Rajaonarimampianina è il nuovo presidente del Madagascar

Le ultime presidenziali in Madagascar segnano il passaggio tra Rajoelina e Rajaonarimampianina.

I risultati ufficiali delle ultime elezioni presidenziali del Madagascar sono stati proclamati ieri, venerdì 3 gennaio 2014, nella città di Alarobia, situata nel centro del paese e a sud della regione di Vakinankaratra. Alla presenza di numerosi membri del corpo diplomatico e degli osservatori nazionali, la Commissione Elettorale Nazionale Indipendente di Transizione (meglio conosciuta sotto la sigla CENIT) ha proclamato presidente l’ex-ministro delle finanze Hery Rajaonarimampianina, confermando i dati provvisori delle urne, alle quali i cittadini erano stati chiamati il 20 dicembre 2013. Rajaonarimampianina, sostenuto dal presidente uscente Andry Rajoelina (che aveva preso il potere in seguito ad un colpo di stato nel 2009), ha battuto Jean Louis Robinson, con una percentuale di consensi di 53,50% contro i 46,50% dello sfidante, che contesta il risultato.

http://www.polisblog.it/post/192349/hery-rajaonarimampianina-e-il-nuovo-presidente-del-madagascar

La cena del 3 gennaio 2014: grazie!

Carissimi amici vi comunichiamo che l’ evento di ieri sera, 3 gennaio 2014, ci ha consentito di ricavare 2825€ che saranno destinati al finanziamento dei progetti UnicoSole onlus.

Dei 2.825 € ricavati, 745 € sono relativi al contributo della cena e 2.080 € sono relativi alle offerte libere.

Ringraziamo le 149 persone presenti alla cena di raccolta fondi e le persone che hanno offerto liberamente senza partecipare alla cena stessa.

Grazie ancora di cuore a tutti!

Roberto e Valentina